III V VII
“…E io vi servo con amore e compassione,
rendendo vostre le mie parole, i miei sentimenti;
per chi ne ha bisogno,
per chi non ha parole per esprimere ciò che sente.”
Christian
III V VII
Prologo
Leggere ciò che segue non è di poco conto.
Svesto l'armatura, abbasso la maschera.
Mi pongo nudo davanti ai vostri occhi, al vostro giudizio.
Saprete chi sono e dove voglio andare.
Come un frutto privato della buccia,
espongo la polpa del mio essere alle intemperie.
Vi sono molte prigioni.
Questa è la mia.
Le braccia torneranno al collo vuote ed esauste,
perché i fiori recisi non possono essere ripiantati;
ciò che sarebbe stato.
Perché ho deciso ch'è meglio l'abisso
e troverò ciò che ho perduto.
Ho allungato la mano per cercarti ma non ti ho trovato.
Ciò che mi è stato tolto non mi è stato più ridato.
Sono stanco, conducimi a casa,
Dove ero sempre e nascevo ogni momento:
il senso sublime.
"Sono della Madre e a Lei debbo tornare,
restituire i doni che Lei mi ha dato.
Trasformarmi ed essere ciò che realmente sono.
Nascente,
prima che la carne mi precipitasse.
Dimorerò nel suo seno."
Del Profondo
Madre e Padre
Io vedo quei corpi assopiti,
ma sono solo corpi.
Niente mi dilania, niente mi divora.
Niente.
Abbandonati e inconsapevoli.
Corpi.
Dormienti.
Io vedo quei corpi assopiti,
ma sono solo corpi.
Niente scalfisce quella sfera.
Niente.
Infinito evolversi.
Sonno.
Inconscio.
Io vedo quei corpi assopiti,
ma sono solo corpi.
Le entità non sono separate.
Niente.
Eppure qualcosa manca,
Eppure...
N i e n t e
M a d r e
Inumano
Aveva una maschera nera
e due occhi bianchi e crudeli.
Quel naso come una proboscide dal quale
uscivano le sue incomprensibili parole.
Eravamo in quattro
in quel deserto di sabbia paglierina.
E io. Solo.
Un linguaggio trafiggeva il mio spirito,
che il mio orecchio non comprendeva.
Parlava di ciò che era,
di ciò che sarebbe stato,
di cosa che avrebbe fatto.
Mi svegliai terrorizzato.
Il male era di nuovo in agguato.
Abisso
Tutte le cose che il mare inghiotte
io le ho vedute.
dalla spuma frizzante e soffice
agli abissi profondi e neri.
Le ho vedute, tutte le cose che il mare inghiotte
e sanno di gioia, speranza e dolore,
di tutte le cose che rendon gli uomini pari.
Di mani callose, di schiene ricurve,
di scelte taciute, dovute e mai fatte.
Per chi t’ha cercata, per chi t’ha trovata,
per chi ha deciso ch’è meglio l’abisso.
Senso del Padre
Io sono il cielo,
che tutto sovrasta
e che il seme lascia cadere.
Così tu sei mio
e sarai ciò che io sono.
Dove io mi fermerò,
tu avrai inizio.
Io sono il mondo
e le regole in cui esso s’esprime,
obbedendo a me, sarai pronto.
Io t’amo perché soddisfi le mie aspirazioni.
Sono l’alfa,
perché da me trai origine.
Sono l’omega,
perché sarai quel che io sono.
Senso della Madre
Sono la terra,
che nutre ciò che il cielo lascia cadere.
Sono l’amore che vivrai vivendo.
Colei che ti sfama, che ti scalda, che ti protegge.
Ti amerò per sempre.
Ti amerò comunque.
incondizionatamente
io, t’amerò.
Sono la certezza.
Sono la ricerca di ciò ch'hai perduto.
Della terra e del Cuore
Senso
Non siamo più a Venezia,
io sono cambiata.
“Mi dispiace, devi scusarmi”.
So di nuovo riflettere,
ho ritrovato la mia lucidità.
Non siamo più a Venezia.
Eri riuscito a farmi perdere
ogni dignità,
per un amore triste e colpevole.
Solamente, vergognoso.
Non siamo più a Venezia.
“Quando cominciai a rendermi conto
che mi stavo innamorando
di una donna che non
avrebbe mai potuto amarmi,
sono sparito”.
Non c’è più pericolo,
devi andare.
Ho detto vai vai vai...
Oh si caro, ti prego resta.
ti prego resta.
Ettore e Achille
Combatterò perché il mio nome sia scritto,
perché il mio nome sia ricordato nei secoli a venire.
- Poiché la gloria è scritta col sangue,
col sangue dei miei nemici scriverò il mio nome. -
Combatterò per l’onore del mio popolo,
perché è mio dovere, per morire, per vivere di nuovo.
Padre, perdona se talvolta ti ho offeso.
Moglie, devo andare.
Nostro figlio inizierà dove io lo lascio.
Mi batterò con onore, coraggio, orgoglio.
Mi batterò. Mi batterò.
Ester
“Tu ami quell’uomo?”
L’amerò, col tempo
“Brindiamo alla tua fortuna”.
Stavo dicendo addio a questa casa,
qui fui felice sempre...
Ti sfiorai il volto riverso
e pregai Dio di non farti morire.
“Risento come lo dicesti,
soave come lo dici ora”.
E’ strano, non mi sentivo schiava
e ora, non mi sento libera.
Se non fossi promessa
non vi sarebbero addii da dirci.
“Un giusto scambio,
la libertà a te
e la schiavitù a me”.
Gloria a Dio per la sua pietà.
Non ho mai perso la speranza.
Sapevo che saresti tornato.
Tanto tempo fa...come se fosse ieri.
Se non fossi promessa
non ci sarebbero adii da dirci.
Non sono promessa.
Sei tornato, sono stata in pena.
Ma adesso sei qui.Riposa, metti l’animo in pace.
I figli di Dio nella valle morta dove le lasciammo.
Col sangue.
Si, col sangue.
Non abbiamo nulla in comune, neanche l’amore.
Ch’è avvenuto dell’uomo che amavo?
L’odio ti ha tramutato in pietra
come se tu fossi un altro Messala!
E io ti ho perduto.
- Padre perdona loro
perché non sanno quello che fanno -.
Anche allora?
"Anche allora.
E a quella voce ho sentito
la spada cadermi di mano".
Dell'io
Memorie
Io sono quello che sono,
nel bene e nel male.
Non vivrò nella speranza
che la mia vita non sia vana.
Invecchiare e morire,
senza aver dato un senso
più alto dell’esistenza.
Non cercherò di essere
qualcosa che non sono.
Sfogo con me stesso
Le persone mi chiedono
ovvietà di cose che nemmeno considero,
perché è un altro il senso che cerco.
Che difficoltà vivere in un mondo così,
restare in piedi, su questa fune di vita,
equilibrandosi, cercando di non cadere,
giorno dopo giorno,
da quando apro gli occhi,
a quando li chiudo.
E poi c’è il sogno,
che nelle sue celature
mi rivela quel che sono.
Dio mio, Madre mia,
guardate giù.
Se non mi aiutate voi che ne sarà di me.
Piccolo dono
Un pensiero,
e il piacere di donare
ad esso annesso.
Piccoli sprazzi di gioia.
Segreto
T’ho amata,
prima ancora di conoscerti.
T’ho amata,
per i tuoi occhi e per il tuo sorriso.
Ma non conoscerai mai il mio amore,
poiché ciò che mi rende unico
mi rende diverso e mi rende
solo.
Solo
..E finalmente,
quando fui solo,
caddi al suolo e m’abbandonai
in un pianto disperato.
Anche il dolore sfiorisce,
pensavo,
come tutte le cose,
come le gioie
appassiscono presto.
E mi sentii ridicolo,
eppure non riuscivo ad arrestarmi,
piegato su me stesso,
le mani strette sui ginocchi
e gli occhi colmi di lagrime.
Anche il dolore appassisce,
come le gioie sfioriscono presto,
anche quel male sarebbe passato.
Della Solitudine
Dögun
Il bicchiere è vuoto,
il cielo impallidisce,
il letto è freddo,
il fumo aleggia nella stanza,
oltre la finestra il mondo vive.
Resterò qui.
Sólsetur
La solitudine è tristezza,
dalla tristezza nasce la rabbia
che trova la sua punta nell’odio.
E quand'anche l'odio
ha esaurito la sua forza,
torna ad essere tristezza,
ed io sono ancora solo.
Dark
È buio,
arranco con le mani
ma non tocco nulla.
Attendo l'alba che non arriva.
È cosí simile al crepuscolo,
c'è una ragione?
È buio.
Arranco con le mani ma non tocco nulla.
È buio.
Del dolore
Mai tornati a casa
Non posso seppellire i miei cari,
i loro pezzi sono sparsi ovunque,
al mercato.
Mio figlio è morto lontano da casa,
un cecchino gli ha trapassato il petto.
E quella rabbia che ti spezza il cuore
e quei perché senza mai risposta.
“Dio è grande e mi darà conforto”.
nel suo dolore, il mio dolore.
Una casa piena di giochi
ma vuota di strilla e schiamazzi
di bambini giocosi.
Raptus
Mi sangue il sale in testa.
Mi sangue il sale in testa.
Tu mi vuoi trascinare giù
e io non posso trattenermi.
Mi sangue il sale in testa.
Mi sangue il sale in testa.
Guarda cosa m’ hai fatto!
Guarda cosa m’ hai fatto!
Mi sangue il sale in testa.
Mi sangue il sale in testa.
Le mie parole aggredivano come sibili taglienti
e nell’aria in spruzzi di rabbica follia.
Consapevolezza dell’ora
L’innocenza,
la gioia entusiasta,
le prime scoperte,
i primi amori,
le delusioni,
i successi,
gli impegni,
le responsabilità,
i grandi dolori,
le nuove gioie,
l’incurvarsi,
l’addio.
Consequenzialità di eventi
che si susseguono da sempre.
Il dolore che diviene rabbia
Non c'è più.
E quegli occhi innocenti
sgranano nei miei,
consapevoli,
cercano un conforto
trovando l'amaro di lacrime.
Dietro, un vuoto scavato da una frana.
Il vuoto.
Il dolore che diviene rabbia.
E non esiste più nulla.
Il vuoto.
La rabbia.
Quanto ho perso.
E quell’amore è svanito,
dov'è finito...
Il tempo...i ricordi...
Scavato nel vuoto.
Il dolore che diviene rabbia.
Vorrei
Il ricordo di un bambino davanti al reale,
il senso di soffocamento,
l’insicurezza
e la paura d’entrare nel mondo dei grandi.
“Lì ci sono gli uomini cattivi”
Il ricordo del senso, la voglia e il sogno
di creare qualcosa di bello,
qualcosa di grande,
- il riscatto di tutto quel male -
Da grande.
Vorrei.
Di Dio
Memorie del terzo giorno
“Dic Nobis Maria, quid vedesti in via?”
Ho visto mio figlio a piedi nudi
percorrere le aspre vie del mondo,
infonder parole di speranza e gioia.
Ho visto mio figlio nelle morbide dune
resistere al male che tenta lo spirito
e riconciliarsi al padre suo.
“Dic Nobis Maria, quid vedesti in via?”
Ho visto mio figlio tradito e venduto come uno schiavo
sopportare pene che una madre non potrà mai raccontare.
Ho visto mio figlio accollarsi le pene del mondo
e abbandonato, donare la vita per chi non può nemmeno capire.
“Possiamo essere sensibili alle sofferenze degli altri
o dobbiamo solo difenderci?”
“Dic Nobis Maria, quid vedesti in via?”
Ho visto il sepolcro del Cristo Vivente
e la Gloria ho visto risorgere.
Lembo del mantello
Qualcuno t’ha toccato.
Uno solo.
Sono un’arida statua nella folla grigia,
allungo la mano per cercarti
ma non ti trovo.
Ho provato a isolarmi lontano da tutto
ma non ti ho trovato.
“Non credo forse fortemente come gli altri?”
E quel lembo del mantello stretto nella sua mano.
Ti sei voltato per guardarla.
Qualcuno t’ha toccato.
Uno solo.
Ma non sono io.
Ho provato a cercarti,
ma non ti ho trovato.
Kyrie
Kyrie eleison - Christi eleison
Giorni spaventosi.
Ascolteremo i nostri figli piangere per la fame,
lo spettro cupo della miseria.
Abbandoneremo l’uso della ragione
e rivolgeremo le nostre armi contro noi stessi.
Kyrie eleison - Christi eleison
Disperderai la nostra discendenza,
è il tempo che il grano gettato marcisca
e che il sangue del cielo ricada sulla terra.
Kyrie eleison - Christi eleison
Sprofondato ed umiliato fino all’intimo del mio nulla.
Misericordia.
Dell'etereo
Sole proibito
I crisantemi sono pronti,
attendono di sbocciare.
Si Madre come io lo sono per te.
Quanto dolore donna,
quanto dolore Madre
Per te sola la mia vita,
la mia vita per te soltanto.
Con le lacrime e con onore
La mia spada deposta sull'altare.
Nascente
Prima che tutto fosse,
prima che la carne mi precipitasse,
prima di tutto questo,
prima di ogni cosa,
prima del grembo di mia madre.
Quando non pativo né fame né sete,
quando vivevo ciò che realmente sono,
quando ero sempre e nascevo ogni momento.
In te è la mia pace
In te è la mia pace,
i sorrisi perduti di un tempo
in cui anche io correvo felice.
In te sono le gemme pure,
i cristalli induriti che mi rendono bestia.
In te è la semplicità,
la gentile curanza che m'imbocca al mattino
e mi rimbocca la notte.
In te sono i sospiri che fanno di me uomo.
In te scorgo floridi pascoli e verdi pianure in cui
crescere il bimbo solo e arrabbiato.
Dare un senso al dolore,
deporre la spada e ripiantare i fiori recisi.
In te è la mia pace.
Conducimi a casa
Prono
Attraverso la soglia
e i pugni stretti in un dolore profondo,
smarriti in un disperato difendersi
contro sofferenze inaudite.
Tutto era pregno della grandiosità del destino
i mille dolori che corrodono dentro
e la umana ferocia che limite non conosce.
Cominciavo a vedere,
la meschinità della vita nella paura
e la sottile linea di pace
che mi disgiunge dall’essere mortale.
Conducimi a casa.
Carpire
Dove vai
e perché sei tornata,
cosa fai qui.
Dimmi,
di spazi infiniti
e del senso, sublime
dell’essere speciali,
dell’essere vivi e...
diversi.
Raccontami,
di vite profonde e legate
dell’amore,
del condividere,
del senso infinito
del vivere insieme.
Parlami,
dell’invecchiare,
del crescere figli
e morire.
Mari profondi
e cieli infiniti
prati fioriti
e orizzonti di pace.
..E mari infiniti
e cieli orizzonti
e prati profondi
e crescere figli
invecchiare e morire
e vivere insieme
condividere
ed essere diversi e uguali,
di vite profonde
del senso sublime.
Ti prego,
conducimi a casa.
La porta di Sarah
Gioia, rabbia, dolcezza, impeto, razionalità, amore,
odio, tristezza, pianto, istinto, solitudine,
entusiasmo, risa, grida, grinta, disperazione, vita,
morte, sussurri, mani, forza, labbra, passione,
donna, voglia, arte, sangue, terra, sfiorare, lei, lui,
noi, ti amo, si, no, ti odio, vieni con me, equilibrarsi,
ribellione, soffocare, ricerca, libertà, prigionia, dio,
aiuto, bere, mangiare, alcool, fumo, lavoro,
speranza, famiglia, mamma.
Portami casa, ti prego riconducimi a casa.
Il vortice che m’inghiotte,
vuole uscire.
Esplode.
Chi sono, cosa sono, dove vado, cosa fai, perchè,
perchè, perchè, fede, orgoglio, dignità, spazio,
infinito, speciale, diverso, sublime, senso, sogno,
condividere, nascere, crescere, invecchiare, figlio,
padre, futuro, dolore, destino, fiorire, sfiorire, male,
bene, aiuto, ciò che ho perduto, ricerca, obbedire,
ribellarsi, sorriso, amaro, dolce, fiele, miele,
sorgente, acqua, carne, scappare, affrontare, cadere,
rialzarsi, morire, vivere, essere, universale, gioia,
celeste, fondersi, essenza, essere, madre.
Conducimi a casa
Viscerale
Mi svegliai nel vomito,
una lugubre pozza di rifiuto.
Un muro di volti muti e inespressivi.
Soccomberò nell’umiliazione,
il silente buio che mi svuota,
il nero vuoto che mi circonda.
Loro guarderanno le rovine del mio pensiero,
i calcinacci della mia prigione immateriale,
le sbarre delle mie emozioni;
la piccola buia e umida stanza in cui il mio essere rattrappisce,
le convulse spoglie che strisciano senza alcuna meta,
i rantoli di sangue dalle mie ferite,
la sottile linea che mi precipita nella follia,
il gelido distacco che m’incatena nell’oblio.
Grida senza voce,
graffiare sopra i muri,
un nudo corpo che si contorce convulsamente nel buio
l’involucro di rancida carne attaccato da suture.
il nero pozzo che m’inghiotte.
Sono stanco.
Conducimi a casa.
Esseno
Essere carnale
L’anima pulsa, l’anima scorre
La rossa anima della fertilità
“Non mangerete carne assieme con l’anima”
Non mangerete.....
Il grano cresce e matura per essere tagliato
così l’uva sulla vite per essere colta.
Poiché in esso è lo spirito,
l’unzione del corpo darà guarigione.
Ci asterremo dall’uccidere,
poiché le forme dell’universo si rinnovano continuamente.
“Aspirate alla trasformazione degli aspetti”
...e il bisogno ossessivo di possedere corpi,
sempre nuovi corpi...
Madre, amore, delizia
È una sensazione?
Questa è una sensazione?
Sacrificio di Sangue
La colpa non può essere redenta.
Come può versando sangue innocente?
Non è forse della mia carne il grano
e del mio sangue l'acino d'uva?
Spelonca di ladri
imbratta il mio altare col sangue.
Chiederò conto del sangue versato,
zampillante dimora dell'anima;
perché sono un dio forte e geloso
che punisce l'iniquità dei padri.
Solo a coloro che mi amano mostrerò la mia misericordia
ma a chi trasforma se stesso in bestia feroce...
"La mia colpa è grande".
Traformazione degli aspetti
Schianta e brucia,
come serpe, come vento.
Che una forza mi rapisca
e diventi desiderio,
che si dibatte intorno a un corpo.
Schiuma d'onda.
Ma le braccia torneranno vuote ed esauste.
Sorridi,
vivi accettando la sorte.
È morire a una forma
e rinascere a un altra.
Dimentica,
un nuovo stato dell'essere.
Dimentica.
Insinua l'essenza.
Rinasci,
in spoglie celesti;
abbandona l'inferno della carne.
Sospeso,
evolviti all'infinito.
Trasformazione degli aspetti.
Dimora nel Seno
“Vostra madre è in voi e voi siete in lei.
Siete nati in lei, vivete in lei, tornerete a lei.
A lei restituirete,
il sangue che mormora nei ruscelli,
che infuria possente nelle tempeste.
Il respiro azzurro alto delle vette,
che bisbiglia fra le foglie.
Le rocce che s'innalzano nude sulle sommità dei monti,
giganti addormentati ai fianchi delle alture.
E la carne rossa e gialla dei frutti
e tutte le cose invisibili nelle profondità della terra.
Così è per la luce i colori e i suoni.
Dimorate nel suo seno”.
XXXIII
Ma bramo il sacrificio
La mia carne, il mio sangue
che non sono né di frutti né di semi.
Un equilibrio di opposti che si scontrano.
Imbratterò il tuo altare col torbo fetido che mi ammorba
e la mia colpa è grande.
Lo sterile seme che produce solo morte.
"Tu che conosci ogni cosa,
dicci perché soffriamo questi dolorosi tormenti.
Non lasciarci più vivere nella nostra miseria.
Non abbiamo niente in comune che questo!?"
L'abominio che da dentro mi divora,
un demone che non scaccerò con la fame né col latte dell'innocenza.
Il pane della vita e della redenzione che mi è stato negato.
Il verme abominevole che mi tormenta.
L'amaro pane del dolore che mi nutre ma non mi sazia.
Ciò che mi è stato tolto, non mi è stato più ridato.
Un muto volto riverso tra i flutti.
Epilogo
Ho cercato la via dell'Uno e tornerò
battezzato dal fuoco attraverso acqua e terra.
L'angelo dell' aria mi accompagnerà.
Nulla è a caso in questa vita.
Tutto è scritto e destinato affinché siamo.
Christian Perra
Dicembre 2010
