Crisalide
“…E io vi servo con amore e compassione,
rendendo vostre le mie parole, i miei sentimenti;
per chi ne ha bisogno,
per chi non ha parole per esprimere ciò che sente.”
Christian
Crisalide
Un buon bicchiere di vino
Un buon bicchiere di vino
è quel che ci vuole,
la sera, quando torno stanco
e lo stomaco rifiuta nutrimento.
Tu mi guardi gaio e vuoi giocare,
a te nulla ti tocca,
a te l’appetito non manca.
Ho tolto le metafore e le analogie,
queste parole escono scarne,
non sono più nemmeno poesia
ma un diario di dolore,
una tetra radiografia.
Un buon bicchiere di vino
è quel che ci vuole
e questo fumo lede al mio corpo
ma fa tanto bene al mio spirito cavo.
Vita
Non c’è un presente,
non c’è un futuro,
Solo dolore.
È un copione che si ripete.
Gli angeli dell’Universo
L’Universo non mi ha abbandonato,
quando ho avuto bisogno
ha inviato degli angeli
per aiutarmi e per sostenermi,
per lenire il mio dolore,
per non farmi sentire solo.
Un abbraccio, una parola di conforto, premura,
sono le armi che Egli ha dato loro,
e che puntano dritte al cuore e all’anima.
In questa ricerca e trasformazione dolorosa,
ho aperto gli occhi e ho visto,
una volontà superiore che ama e accoglie.
Io ringrazio Te e gli Angeli della mia vita.
Amore universale
Ho lasciato che l’amore
si espandesse dentro di me,
per ricominciare a credere e a sperare.
L’amore dell’Universo
è come l’amore di una madre,
che ama sempre, che ama comunque.
Così noi poggiamo i piedi
sui fondamenti dell’infinito.
Piango
E piango ancora lacrime di tristezza
ma non mi sento solo.
C’è gratitudine e amore in ogni lacrima
e voglio seguire la luce della vita,
ascoltare il mio spirito.
Non dite
Non dite che sono morto per amore,
piuttosto per non amore,
perché gli amori della mia vita
mi sono stati tolti, compreso il mio.
Perché le distanze fra le persone
divengono sempre più infinite
e io rimango a guardare
dietro ad uno spesso vetro.
Perché sono sempre l’uomo di passaggio,
il traghettatore verso una vita migliore.
Perché ho tentato di costruire invano
ed ogni castello è crollato;
quei muri spessi, son fogli di carta.
Perché nonostante le sconfitte, il ricominciare,
ho continuato a credere e a sperare,
ma ora sono stanco, voglio riposare,
anche io ho bisogno di pace.
E se non sarà la pace di un abbraccio amorevole,
sarà la pace che mi disgiunge,
che mi riconduce al nulla, al tutto.
Stupido
Mi sento stupido perché
continuo a piangere, e a scrivere
parole dolorose e rassegnate, che in realtà
gridano ancora amore e speranza.
Mi sento ancora quel bimbo,
a capo chino che prende le botte e,
se provo a reagire ne prendo di più.
Anche tu mi picchierai e mi farai più male.
Mi sento stupido perché cerco ancora amore
mi sento stupido perché ancora cerco Dio
e lui mi sbatte ancora la porta in faccia
e nonostante tutto, continuo a credere.
Mi sono svuotato
Mi sono svuotato
e riempito di lacrime.
Mi sono svuotato
e riempito di rabbia.
Poi ancora di lacrime e rabbia.
Mi sono svuotato
e riempito di lacrime.
Divenire
I venti e le tempeste imperano
e si abbattono con tutta la loro potenza;
frustano, gridano, roboano e sibilano,
fra le rocce nude e i canali dormienti.
C’è così tanto dolore al mondo,
così tanto dolore nella perdita
ma c’è così tanta bellezza nella pace di un addio.
“Se i venti e le tempeste non si abbattessero,
non vedremmo la bellezza delle sculture naturali”.
Siamo così piccoli di fronte al dolore
ma tanto più grandi quando doniamo amore.
Non eri sola
Sei scivolata via nel silenzio della notte
mentre ti dormivo accanto.
Sei scivolata via dolcemente, in solitudine,
per non darci altro dolore.
Col tuo sguardo mi hai detto non piangere,
ma io non capivo e ho pianto.
Non potevo lasciarti andare,
tu sai quanto soffra i distacchi.
Un entità benevola,
grande quanto il tuo amore
ti ha accolto.
Non eri sola mamma,
questo ora mi conforta.
Ho dimenticato l’amore
Ho dimenticato l’amore,
la gioia entusiasta dell’esser
un bimbo spensierato.
Ho dimenticato l’amore,
il calore, le certezze, la protezione,
la semplicità delle piccole cose.
Queste strade sono dure e impervie,
ed è facile perdere l’innocenza
puerile delle piccole cose.
Ma ora ricordo,
ricordo l’amore di un sorriso
e di una carezza amorevole,
di una parola gentile,
nel bacio prima di dormire.
Ricordo la vivace innocenza,
la scalmanata fantasia,
i voli oltre i confini dell’infinito,
il bimbo esultante dentro questo petto d’uomo.
Viola. Giallo Blu
Sono l’essenza,
sono il tutto,
nube di spirito
che si libra
e poi si disperde.
Divengo nulla,
divengo tutto,
il Divino inconscio
che sempre è
e sempre tramuta.
Resta
Sono molte cose e nessuna,
sento di vagare anche
quando so dove andare.
Ossi gettati al cane,
una strada deserta.
Chiedo un momento per potermi fermare,
per potermi sentire, ascoltare.
Un momento e il coraggio per dirti:
“Non mi abbandonare!”
“Resta!”
Resta e fammi guardare cosa c’è dopo.
Dopo la passione e
dopo quell’amore potente e pulsante.
Ho bisogno di ricordare
Ho bisogno di ricordare,
la pace e l’amore,
i momenti in cui
mi sono sentito parte di qualcosa,
parte di qualcuno:
l’amore e la condivisione,
la completezza e la felicità.
Ma i ricordi mi vengono strappati
e dimentico e cado nel limbo in cui
sono separato da me stesso
e nulla più ha senso.
Capricci
Sono come un bambino
fragile, innocente.
con bisogno di coccole
premure e rassicurazioni.
Scalcio e strillo,
non mi accontento,
voglio e pretendo.
E poi sono come un uomo,
inflessibile e sicuro,
che ti prende e travolge
e ti fa sognare.
E poi divengo ricordo.
La nostra natura è nel dare
La nostra natura è nel dare,
e nella natura è chi dà.
Lo è l’uomo nel dare,
che s’erge vigoroso
stagliandosi prominente.
Lo è la donna nel suo accogliere,
dolce, intimo e immacolato.
La prima volta di un amore non conosce eguali.
La diversità della natura che ci accoglie
e rende completi, un tutt’uno.
La terra e il cielo,
solo così la vita prende forma.
Sono della terra
Sono di questa terra,
della polvere, del fango, delle tempeste,
delle alluvioni, della siccità.
La terra accoglie ciò che
cielo, aria e acqua le danno
e rinasce sempre in nuovi fiori.
Il bozzolo
Io ti afferro le zampette
e tu mi mordi,
dolcemente, come il bimbo che sei.
Quanta commozione nella tua gaiezza,
nella tua innocenza.
Vorrei esser te,
quel bimbo giocoso e spensierato
che mai più tornerà.
Io ti amo
e tu sei ciò che l'Universo mi ha donato.
Non esiste altro amore oltre a questo,
che io possa dare.
Egli ha parlato e quando ho avuto bisogno
mi ha mandato te,
perché riempissi il mio cuore,
perché avessi qualcuno a cui dedicarmi.
Vorrei poter essere un buon padre
ma so che non lo sono.
Tu sei il massimo dell’amore a cui posso ambire.
Questo bozzolo racchiude qualcosa di più
che ancora non vuole uscire,
mi dovrò reincarnare.
E allora spero di reincarnarmi in te,
in un essere puro e innocente,
i cui gai semi
possano fiorire su aridi terre,
per chi, come me, ambire non può
a un più alto amore.
Vestiti vecchi
C’è una porta
oltre la quale non posso andare,
oltre la quale non mi è consentito vedere.
Sono parte del passato,
come quei vestiti abbandonati
che non ti servon più.
Ero già ricordo e tu ancora non lo sapevi,
l’avevo saputo prima di quel maggio,
quando mi hai detto che sono cambiato.
Sapevo ma non ho voluto vedere,
ho lottato per ciò in cui credevo,
per ciò che amavo.
Sono stato in chiesa a piangere,
sono stato in chiesa a pregare.
Che Dio t’illumini e ti protegga,
che ti dia la forza di comprendere e di sopportare.
Ho donato le tue vesti per chi non ha nemmeno quello.
Non avrei mai voluto che arrivasse questo momento
ma ora mi devo fermare,
oltre questa porta, io non posso andare.
Io non mi amo
Io non mi amo,
faccio schifo a me stesso
e se faccio schifo
allora lei non mi ama.
Ho bisogno di amore,
una fame ossessiva
di amore e di validazione.
Ma quello che dici e che fai
non va bene,
non è abbastanza perché io,
non mi amo.
Ma in realtà
sei tu a non amarmi,
non mi meriti.
E le azioni impulsive che lacerano
e distruggono ciò che insieme
abbiamo costruito.
Questa percezione distorta
che mi esclude;
la barriera fra me e voi.
La dipendenza di un amore reso colpevole.
Il rimpianto e i pianti,
ancora gli stessi inciampi,
la crudeltà delle ferite che divengono armi,
l’intimità che pian piano arriva a sgretolarsi.
Tu non mi credi e mi dici che
sono pazzo, che sono falso.
Poi mi allontani come un appestato.
Guardando giù
Guardando giù dal cielo,
il nostro mondo potrebbe sembrarti
bellissimo e meraviglioso
e i nostri giorni piccoli e insignificanti,
così le nostre gioie, i nostri dolori.
Ma non dimenticare che
la gioia celeste che ti avvolge,
può allontanarsi dai nostri cuori;
per questo abbiamo bisogno
di conforto e consolazione.
Perché i continui sforzi,
le rinunce, le mancanze e le perdite,
spesso ci conducono a non aver più speranza né a credere.
Vivere per abitudine è una scelta inconsapevole e silente;
una rassegnata triste verità.
Isola
Un'isola conosce:
il deserto del mare,
l'arsura del sole,
lo schianto di tempeste
e poi le proprie coste, rotte
dall'infrangersi delle onde,
la loro voce in un triste perire
ma non il loro fiorire.
Io sono la colpa
Io sono il silenzio,
io sono il distacco,
io sono la durezza
io sono il non capire,
io sono l’affetto,
io sono il calore,
io sono la protezione,
io sono la tenerezza.
Io sono la colpa.
Privazione
Cerco, mi commuovo ma non trovo,
ho cercato la fine per vedere il principio
perché, laddove è il principio vi è la fine.
Ho cercato ma non ho trovato,
ho levato le mie vesti e, come bimbo,
le ho gettate sotto i piedi.
“Chiunque non ha nulla
verrà privato di quel poco che ha”.
Dio è con te
Errare fra il senso di ritrovarsi
e la ricerca di ciò che si è perduto.
Non sarete mai soli, poiché
quando la fede vi accompagna
dona luce all’oscurità.
E infine un sogno che esplode
nella gioia intensa di un caldo abbraccio.
Ciò che importa è solo l’amore.
Dio è con te.
Connessione
Strale ingordo e malefico
dimensione di inconscio
acque nere senz’aria
la morte dello spirito
nessun movimento.
Un mare esotico
un uomo e una donna indistinti
a passeggio sulla spiaggia
una casetta all’orizzonte
mano nella mano
capelli d’oro ondeggiano
volti d’ombra
amore e morte
luce morente
amore, non per me
Vedo attraverso un muto muro d’acqua.
E poi ancora acque oscure
quella bestia nera imprigionata
orrenda divoratrice di carne umana
balza addenta strappa mastica.
Apnea orrore nausea.
Occhi sgranati.
Realtà.
Ancora.
Realtà.
Passaggio
Siamo di passaggio in questa vita
così io sono di passaggio per te.
Accetto la tristezza perché
l’amore è fatto anche di questo.
Dell’amore è proprio il dare senza il chiedere
e anche tu darai e non chiederai nulla.
Il Padre Celeste conosce ciò di cui hai bisogno
e sazierà la tua anima col miele dei cieli.
Quel che resterà
Io non ho figli,
e quando morirò
morirà tutto di me.
Tutto quel che resterà
sono le mie parole.
Pubblicatele a mio nome,
perché chi non ha parole forse,
le troverà in me.
L’amore che meritiamo
Ognuno ha l’amore che si merita
e io sono stanco di di amare e
di perdere le persone che amo.
Desidero solitudine e distacco.
Mi prenderò cura di questo cucciolo,
per me è già abbastanza.
Mi siederò e aspetterò paziente,
il mio ritorno a Casa.
Una supplica I
Proteggila e
non farle accadere nulla di male.
Ti prego esaudiscimi!
Dà a una madre i suoi figli
e ai suoi figli una madre.
Ti prego Padre Celeste,
accogli la mia supplica!
Bestie
Nessuno è il giudice dell’amore
né il giudice della vita.
Coloro che agiscono
spinti da sentimenti di brama
non sono degni di Dio,
non sono suoi figli.
Persino le bestie curano l’amore
per mezzo degli strumenti che la natura ha dato loro.
L’amore è il primo fondamento di ogni essere vivente.
Una supplica II
Signore che puoi tutto,
tu che sei l’Essenza,
il crisma e il fuoco,
unisci questa famiglia.
Dona loro la luce del perdono
e il miele della riconciliazione.
Prostrazione
Non sono degno della tua grazia Signore.
Cercherò comunque la tua guida e la tua luce.
Nel sonno
Nel sonno verranno a prendermi,
in quei luoghi cupi mi condurranno;
senza luce né suono né speranza.
Mi immergeranno in acque nere
di angoscia, disperazione e dolore.
Quando tornerò, non sarò più lo stesso.
Casa
C’è sempre il ritorno a casa
e se la perdita è un
sacrificio necessario
al tuo ritorno a casa,
allora è un giusto prezzo
che sono felice di pagare.
Gabbia d’oro
Drappi per accoglierti e dirti
“Benvenuta a casa!”
Piccole cose per offrirti una vita dignitosa
e per condividere nostri momenti insieme.
Una coperta per accoglierti nella notte,
un cuore e petali di rosa
perché questo amore non appassisca mai.
Sentiero
Mi hai detto: “Vieni!”
e ti ho seguito.
Mi hai detto:
“Piegati all’Universo!”
e mi sono piegato.
Mi hai detto: “Accetta!”
ed ho accettato.
Ciò che mi costerna, ora,
è mio soltanto.
Ancora
La resurrezione avviene prima della morte
ma ancora devo prima morire per risorgere.
Prologo
L’amarezza, il dolore, una rabbia velenosa, la perdita di ciò ch’è caro.
Poi ancora la solitudine, la diversità dello spirito, l’incomunicabilità che è isolamento.
La perdita della speranza è stata la caduta. Ho perso il contatto con il mio spirito e con lo spirito che unisce ogni essere vivente. Mi sono svegliato in una dimensione di carne e sangue, senza prospettiva.
Lo sbattezzo che ho formalmente richiesto e ottenuto mi ha dato un senso di leggerezza. La mia ricerca ha continuato. Mi sono svuotato di concetti che mi appesantivano; non ho perso dolcezza e comprensione verso il prossimo.
“Ho abbandonato Dio perché da lui mi sono sentito abbandonato.
Ma i dolori, per quanto terribili, sono un’occasione di trasformazione e di rinnovo”.
Quando poi mi sono ritrovato di nuovo solo, prostrato, lontano da tutto, mi ha mandato degli angeli per lenire il mio dolore. Ho sentito una volontà amorevole che non mi voleva abbandonare ma sostenere.
Ho ripercorso le tappe della mia vita ed ho visto un disegno. Un disegno di crescita e modellazione. Ho capito che sono strumento: che il bene e il male che compio, sono atti di modellazione per il mio prossimo, così come i medesimi atti lo sono per me; che l’amore non muore con la perdita.
Mi sono spogliato delle vesti, piegato all’Universo, ho accolto la sofferenza e sono rinato in una forma più pura.
Dicembre 2018 - Giugno 2019
