Il Toro, il Serpente, il Leone



Il Toro, il Serpente, il Leone












“…E io vi servo con amore e compassione,
rendendo vostre le mie parole, i miei sentimenti;
per chi ne ha bisogno,
per chi non ha parole per esprimere ciò che sente.”

Christian








...e finalmente quando vidi la morte, 
sorrisi di gioia alla vita.








A un ombra








Prologo
Quando mi sei stata lontana,
come una sfera di trasparente vetro
mi sono inabissato in me.
Ho errato nello sconforto della nostalgia,
alla ricerca disperata, 
di un pezzo di me che mancava,
che cercavo...e che volevo.
Sono tornato ai ricordi di bimbo,
ripiombato nel presente di solitudine.
Ho errato dentro me stesso,
alla ricerca di una ragione,
della forza interiore,
per superare il limite della separazione,
per poi ritrovarti e donarti il mio amore.
Per poi ritrovarti.
Ti ho ritrovata.



A un caro amico
Uno strano amico,
dovrebbe aiutarmi contro la solitudine
ma finisce che mi sento più solo.
Dovrebbe non farmi pensare ma poi, 
finisce che penso di più e
più intensamente.
Dovrebbe farmi dimenticare
ma i ricordi salgono vividi e dolenti.
Dovrebbe darmi pace
e invece, mi scuote dalle viscere.
Comunque vada, poi mi stordisce.
Dormo.
Non sento più nulla.
Quella è la pace,
l'oblio dell'inconsapevolezza
dal quale, non mi vorrei più svegliare.
Poi mi desto, mi raccatto,
e torno a lavorare,
vestito dei toni scuri dell'impassibilità,
cercando di costruire una vita migliore
o solo, fino alla prossima caduta
o la prossima tristezza;
la prossima solitudine.
E ci rincontreremo.
Caro amico.



Lontano
Il vuoto è un'assenza,
un'immonda angoscia,
un esausto abbraccio che, 
vuoto, ricade su me stesso.
E' un grido sommesso
che morde furente senza posa.
Cristalli di pianti ingoiati a forza,
spine rabbiose che pungono e 
graffiano sadiche.
E' uno stomaco acido e contratto
che ogni bene rifiuta.
Un colmo bicchiere che mi annienta.
Il vuoto è una prigione di solitudine,
senza rimpiazzo, senza speranza;
l'angoscioso silenzio di una condanna.



Nervo
Come un nervo scoperto,
un delirio febbrile,
una mite apatia,
un pianto che non esplode,
un nodo che s’ispessisce.
Occhi gonfi,
anima vuota,
un languore incessante,
un rifiuto perpetuo.
Un'infantile nostalgia 
che mi catapulta lontano
e mi schianto qui,
in un amaro presente
come una peste.



Di una nostalgia
Silente un bimbo piange di notte,
a passi timorosi
scende scale solinghe
"Mi manca la mamma zia!"
E attendo sul ciglio
che si scosti per
farmi un posticino.
Un cantuccio caldo e sicuro 
in cui sentirmi amato e
vincere la tristezza della nostalgia.
Dovrebbe smettere,
farsene una ragione
ma la notte è buia, misteriosa e vuota.
Un bimbo e il suo pianto,
un adulto e la sua solitudine.



Fa il bravo
Se faccio il bravo 
nessuno mi dà il gelato 
ma almeno non devo avere paura 
di prendere le botte. 
È già qualcosa.
È già una conquista.
Anche se non è qui lei non è scomparsa.
L'amaro sapore della perdita
che preme, come il greve tabacco
che arde in gola.
Un viaggio di ricordi
di un'emozione presente.



Barcellona
E' un'altra Barcellona,
sono altre sbarre di ghiaccio,
sono altri sorrisi trasformatisi in smorfie.
E' un altro ritmo sordo da battere,
altri singhiozzi sommessi da suonare,
altri mille riflessi su mille bicchieri,
altri silenzi da scandire,
altri echi che tornano indietro,
un'altra mancanza che morde lo stomaco,
un'altra melodia stonata da cantare,
un altro digiuno da consumare.
E' un'altra Barcellona.



Quattro stagioni
Solitudine,
Tristezza,
Rabbia,
Amore,
ancora Solitudine...



L'alba t'accoglie
L'alba t'accoglie,
il sole ti accarezza,
in un mondo meraviglioso,
una natura incontaminata che
t'incanta e si lascia ammirare.
I miei baci son lontani,
le mie mani cadono vuote.
Guarderò il silenzio
di una buia e tetra alba.



Oblio dell'inconsapevolezza
Stordirmi...dormire...
...farmaci e alcool...sparire...
...viaggiare nell'inconscio...
...annullarmi...annientarmi...
...l'oblio dell'inconsapevolezza...
...una culla...una morte senza fine...



Disfunzione emotiva 
Disfunzione emotiva,
come più e come meno,
come dare e come avere,
come se e come certo.
Ma qual'è la verità?
Chi sono?
Una certezza 
o una brezza?



Un tempo 
Quando usavamo essere gioia e sorrisi,
quando usavamo essere strilla e schiamazzi,
quando usavamo essere pianti e risate.
Quando anche il tempo sembrava fermare il suo incedere inesorabile,
quando usavamo condividere, correre e giocare,
Quando usavamo essere.



Amara Consapevolezza
"Quando tornerai io non ci sarò più”.
Amarezza della consapevolezza.



Prigione
 Prigioni,    pianti,    infelicità.
Voragine.
Il mio corpo si apre 
in tagli furenti e profondi.
Scarlatta e umida carne strilla
e pelle nera e combusta,
si spacca e stacca ignobilmente.
Quel nodo stretto nella gola strangola,
come un cappio che lacera il mio respiro
e un rantolo di odio e dolore
erompe dalla mia bocca
come un nero vomito.
    Prigioni,    pianti,        infelicità.

Voragine.
                                                   Silenzio.
                       Silenzio           
        Silenzio.
                                 Silenzio.
            
                                           è silenzio ora.



Volevo
Volevo scappare,
dalla prigione di rabbia che mi sprofonda nell'oblio.
Volevo costruire una vita migliore.
Non ho pace.



Angoscia di solitudine
Come un bimbo che 
ha perso la mamma,
solo e smarrito,
perso in pianti.
Ho bisogno di braccia amorevoli
che mi stringano e mi dicano
"Va tutto bene,
sono qui,
sei amato".
Dalla culla all'età adulta,
una rara angoscia di solitudine.



Una morte annunciata
Una morte annunciata,
come un film già visto,
un ciclo continuo di
angoscia, gioia e dolore.
Una zolletta di zucchero
sciupata dal tempo,
un'alba dissuasa dalle tenebre.



Non ho pace
Non ho pace.
Non ho pace amore.
Non ho pace.
Non ho pace amore
Non ho pace
Lasciami qui.
Resta, non mi lasciare.
Non ho pace.
Non ho pace amore.
Non ho pace.
Non ho pace amore.
Non ho pace.
Non mi lasciare.



Il passato
Il passato è 
un pesante macigno che mi schiaccia.
Nemmeno distruggermi fa in modo
che dimentichi chi sono,
da dove vengo.
Dolorosi trascorsi sempre presenti
che annientano il presente.
E il presente diviene solo un tempo
per bere e cercare di dimenticare.
Il futuro latita, si scansa da un 
cambiamento che mai giunge,
trafitto dal vizio del passato che torna
e che tormenta.



Un Tormento
Soffro.
Bevo.
E' l'egoismo della solitudine che mi tormenta
oppure provo davvero amore?
Sono in grado di amare
o desidero solo essere amato?
Poi ancora, quella voce che mi sferza:
"Sei talmente abituato ad esser solo,
che non sei più in grado di stare con gli altri".
Sono realmente questo!?
Soffro. Quindi bevo.
Bevo.



Odo il silenzio
Chiedo silenzio,
non dite niente.
Ascoltate,
il silenzio è pace.
Parlerò io per voi.
Odo ergersi grida di bimbi,
giocano a pallone
ed il sordo singhiozzo soffocato
di un pianto infelice:
bui angoli che lacerano.
Odo grida d'odio e rabbia,
frustano l'aria, forti di pugni contratti
che picchiano furiosi.
E sospiri d'amanti levarsi sussurrando
dolci e immacolati:
gioie immense che quiete regalano.
Odo la vecchiaia scricchiolare nelle ossa
e la malattia consumare le persone che amiamo.
Odo la disperazione delle perdite 
franare con la voce solenne di un canto di requiem.
Odo ambizione e passione concertare vorticose 
con la loro propulsione emotiva.
Odo piccoli sussulti di piccoli momenti
sparpagliati qua e là, 
a incollare i grandi momenti che, 
inevitabilmente, si susseguono tumultuosi.
Odo le voci delle persone amate e i loro singhiozzi.
Infine, odo il silenzio.
Il silenzio di una pace,
il silenzio di un addio.



Di una donna
Il desiderio è
una fame che mai sazia,
una donna ti dona la vita,
un'altra te la toglie.
Ogni notte si muore
e si rinasce ai chiarori.
Un nuovo mondo,
una nuova scoperta
sempre...sublime.
Non esiste piacere più alto
di una donna,
non esiste maledizione più diabolica.
Per il piacere di una donna 
l'uomo a tutto rinuncia 
fuorché d'esser uomo.



Sigillo
Ho posto un sigillo sul mio cuore
che mi consente di non amare,
ma ardue sono le vie del mondo,
e molta di quella rabbia 
si è trasformata in dolore,
ed è fluita in pianti.



Un miraggio
È un miraggio che appare,
come il ricordo di un sogno
appena destato.
È una stanca sagoma, semplice
ma dentro fiorisce in me la vita.
Di nuovo.
Ora sono forte, 
ora posso tutto.
Sei un miraggio che riappare,
un sogno che diviene reale.
Non dormirò stanotte.
Ho bisogno del tuo amore
e dei tuoi baci.



Ad uno sconosciuto
Vidi un uomo stanco
poggiare i suoi passi pesanti 
uno dopo l'altro.
Non erano i bagagli che pesavano
e che lo seguivano nel suo
incedere fiacco e zoppicante.
Quella pesantezza era data 
dalla distanza di quei passi,
una distanza come un abisso,
fra lui e quella donna,
noncurante, dinanzi a lui.
E fors'erano anche gli anni,
la stanchezza ed il lavoro,
il peso di un esistenza 
che per nessuno è semplice.
Gli sbagli ed i rimpianti,
la solitudine che ci accomuna,
il male delle perdite,
la stanchezza delle prove
che non sono mai traguardi.
O forse era stato solo il viaggio.
Io non lo so.
Non conosco la verità.
Scrivo solo quel che in petto vidi.



8:06
"Scrivimi per favore"
La risposta è il silenzio.
Un silenzio vacuo, amaro.
Un silenzio che cancella,
annienta, distrugge.
Ho cancellato tutto,
ho cancellato anche i ricordi
e ciò che fino a ieri era importante
precipita nel tetro baratro dell'oblio.
"Non c'è più niente,
Non c'è mai stato".
Tutto è ridotto a un grumo informe che
appesta col suo lezzo putrido e falso.
Non ci sono più parole,
nessun adito.
Il silenzio annienta,
il silenzio cancella,
un ritorno all'origine.
Un buio silenzio.
Il nulla.



Uno scrigno
Una ricchezza d'amore
e comprensione,
uno scrigno caldo
che mi protegge.
La commozione mi pervade
come la pace di quell'abbraccio.
Una ricchezza che mi nobilita,
che devo difendere,
con tutta la forza dell'amore 
che anche io so dare.
Anche io so amare.



La Bestia
Un feroce animale ferito,
un'immonda bestia con due teste,
una ruggisce domande
l'altra latra risposte.
Aggrediscono ciò che ami.
Loro sanno.
Loro vedono.
Loro giudicano.
Loro attaccano.
Loro colpiscono.
Loro uccidono.
Tutto muore.



Vagito
Piango.
Strillo.
Dimeno le mie braccine.
Non mi senti?
Ho bisogno di te.
Dove sei?
Perché non mi senti?
Perché non sei qui?
E' buio.
E' freddo.
Ho paura,
sono solo.
Sono solo,
ho paura.

Poi, finalmente, arrivò,
Mi prese sul suo seno,
la testolina sulla sua spalla.
Mi carezzò.
Sentivo il suo calore.
Sentivo la sua voce.
Sentivo il suo amore.
Ero salvo.
Ero amato.



Forse le parole hanno un senso
Forse le parole hanno un senso,
forse le parole servon a qualcosa,
se le capite o meglio ancora,
se le sentite,
daranno un senso a questo pulsare,
a questo soffrire.
Son dolcezza che sgorga da seno materno,
son latrati che si levano da bui e remoti anfratti.
Le parole io le ho sempre credute inutili
eppure, le parole, mi hanno aiutato.
Le parole hanno un senso,
sia che odiamo sia che amiamo.



Il vuoto
Frano.
Quella voragine di angoscia
ancora si apre nel mio petto.
Mi inghiotte.
Mi vuole inghiottire.
Sprofondo.
Torrenti di rabbia provano a colmarla.
Non basta.
E la tristezza dilaga 
come una tossica nube, 
al cui passar, tutto muore.
È tutto il male della vita che mi schianta;
dalla culla al presente, tutto.
Tutto insieme.
Mi schiaccia, mi opprime.
Mi toglie il respiro.
Impietrisce le mie lacrime.
Sono ancora piccolo e indifeso.
Ancora.
E angoscia e disperazione si aggrovigliano,
mi strappano in brani con furia inaudita.
Non posso piangere,
non posso urlare.
Prendo le botte immobile e a capo chino,
o è peggio.
Di cosa!? Io non so.
Esiste forse un peggio!?
Lo sento urlare dentro di me,
con le sue unghie scava nella carne.
Vuole uscire.
Non è cambiato niente.
Non è mai cambiato niente.
Sono ancora prigioniero e in catene
laggiù, in quella umida cella buia.
Devo andarmene...
Non c'è più speranza,
non c'è niente.
Devo andarmene da qui o impazzirò.



L'ora dei Pavesini
E' l'ora delle botte,
ogni tanto succede.
Che ci vuoi fare?
E' sempre così.
Esser bambino significa
"non dover mai sbagliare".
Ci saranno grida,
ci sarà paura.
Cercherò di proteggermi come posso.
Dovrò togliermi gli occhiali 
quando me lo dirà
e mi farà male la faccia.
Dovrò abbassare lo sguardo,
non dovrò piangere o si ricomincia
e farà più forte, farà più male.
Facciam come dice,
così presto tutto è finito.
Facciam come dice,
perchè ho paura.
"Non voglio che mi picchi!
Non voglio che mi dici quelle cose brutte!"
Il resto non conta,
conta solo quando mi picchi.
Conta soltanto l'ora dei Pavesini.



Alla maestra
Cara Cinzia,
Ti scrivo queste poche righe per ringraziarti.
Mi hai insegnato tante cose
ed io, ti ho voluto bene.
Ti ho voluta bene per le carezze,
perché ti piacevano i miei temi,
vedevi un bambino sensibile e intelligente.
Anche da grande, sono così.
Vedevi un bambino vivace, forse troppo,
scalmanato, che amava correre
e dio se correvo! 
In un attimo!
Appena potevo!
E vedevi anche un bambino triste,
piangevo solo, anche per niente.
Ti ho voluto bene.
Anche se, quando ero troppo vivace
mi terrorizzavi dicendomi
che lo dicevi a mio padre.
Sapevi che mi paralizzavo con uno sguardo.
Vedevi come m'impietrivo.
Non ti sei mai chiesta perché?
Non ci hai mai pensato?
C'erano botte, minacce, insulti.
Ora te lo dico.
Vedevi ch'ero terrorizzato
e hai usato comunque questa cosa.
Glielo hai detto
e io ho preso altre botte.
Non si fa così.
Non si fa.
Ti ricordi il tema "Vorrei?"
E' morto.
Ucciso da quella violenza.
All'esame mi hai presentato come filosofo.
Hai scritto "speriamo che continui così".
A quale prezzo Cinzia.
A quale prezzo.



Di quest'uomo
Di quest'uomo ricordo poche cose
e sono botte, minacce, insulti.
Non ricordo nient'altro.
Ricordo che picchiava mia sorella,
mia madre e me.
Ricordo grida e ricordo terrore.
Ricordo il senso d'impotenza 
davanti alla violenza.
Ricordo il "nodo", nella gola:
"Non piangere o ti picchia ancora!".
Ricordo l'armadio, la cinta, la pistola.
Ricordo la polizia che venne a casa:
"Ma è un collega, non è successo niente".
Ricordo che non avevo scampo.
Ricordo che non capivo.
E poi ricordo la liberazione,
quando tentò ancora e risposi.
Avevo imparato bene, ero stato bravo;
avevo diciassette anni.
Fu l'ultima volta che ci toccò,
ora ero io l'uomo di casa, 
ora ero io quello forte,
ora decidevo io il bene e il male. 
E ricordo ancora
che nemmeno in punto di morte
diede pace a mia madre.
E ricordo ancora che cercò di cancellarla,
ch'era una puttana anche dopo morta.
Di lei non dirò niente, lasciamola riposare.
Questo è il ricordo di quest'uomo.
"Ma è un brav'uomo!"
l'avete sempre detto voi.
Avete taciuto e ne siete complici.
"...E tu...devi ascoltare, devi ubbidire",
questo è il ricordo che io ho di voi.



Giallo
Da piccolo non correvo,
non avevo potuto.
Me l'avevano impedito.
Ricordo:
la gioia entusiasta del correre spensierati
e dietro le ragazzine,
cercando di alzar loro la gonna.
E poi le scivolate,
le partite a pallone,
le botte coi compagni
e la faccia rotta.
Le fughe in giardino, scappando
dal sonnellino pomeridiano,
le tirate d'orecchi
e la timidezza di un bacio.
Non correvo,
non avevo potuto.
ero triste anche per questo, 
adesso, ripensando al passato,
perché in fondo da piccolo ero stato
un bambino castrato.
Me l'avevano impedito.
La prigionia di pianti infelici.



Filo d'erba
Un filo d'erba in bocca,
col mio compagno, sdraiati sul prato.
Le braccia incrociate dietro la testa,
una gamba distesa, l'altra piegata,
il profumo dei fiori e l'aria fresca,
il sole caldo e luminoso che mi baciava
e le nuvole che brillavano bianche,
come enormi zuccheri a velo.
Fissavo il cielo azzurro dell'estate,
l'estate della colonia.
Un filo d'erba in bocca
e il cuore, perso in quell'immenso.



Ritrovarti
Sei qui
ma già lontana.
Vaghi sola e sperduta
senza serenità.
Il conforto del mio amore
diviene un tiepido abbraccio
e i miei "Come stai?"
Restano muti.
Vago anch'io fra mille "Perché?"
Che restano irrisolti.
Aspetterò con vivace ansia 
che tu apra le porte del tuo cuore,
rispettando il tuo silenzio,
in attesa di ritrovarti,
se mi vorrai ancora.



Rinuncia
Non ho mete
se non l'amore.
Non ho desiderio
se non l'equilibrio.
Maledico la condanna
di ferir ch'io amo
anche quando un sentimento
diviene sola parola e poi svanisce,
dissolto negli alti cieli dell'affetto.
Mi piego al destino
che l'amore mi riserva,
apro le braccia all'accettazione
della scelta che in cuor tuo farai.
Non so amarti di più,
se non offrendoti la comprensione
e la libertà che dall'amore derivan.



La tartaruga ed il serpente
Una tartaruga ed un serpente
nella foresta s'incontraron per caso
e s'innamoraron follemente.
La tartaruga era lenta e riflessiva
ed il serpente rapido e scattante.
Lui le si avvinghiò con le sue spire spaventose,
non per mangiarla ma per scaldarla col suo amore!
E la tartaruga piano piano
con sé lo portava in lungo e in largo.
La loro natura era assai differente,
col suo bello e duro guscio la tartaruga
ed il suo aspetto inquietante il serpente.
Ma i loro cuori all'unisono pulsavan affiatati
e chiunque li vedeva diceva: 
"Come sono innamorati!".
Si amavan tanto che non vedevan differente
se una è una tartaruga e l'altro un serpente.



Attesa
Non dirò una parola,
non leverò un fiato.
Rimarrò immobile
ad ascoltare il mio cuore
sfondarmi il petto,
a scriver ciondolanti parole
con mani tremanti.



Cammino
Ho bisogno di camminare,
ho bisogno di non pensare,
di distendere il pensiero,
di far in modo che
non si aggrovigli nelle angosce.
Ho bisogno di ricordare
quell'amorevole figura
che pedalando,
si allontana da me
nell'ambra della sera.
Conto i miei passi,
conto i respiri e i battiti
che ci separano.
Torno a casa e so,
che il mio rifugio 
non è più quello
ma il mondo di amore e 
di dolcezza che ogni giorno
costruiamo insieme.



Quel che s'uccide si diventa
Quel che si uccide si diventa
ed io ho ucciso.
Sono divenuto orco immondo,
ho provato a ucciderlo
e sono divenuto una bestia
ancora più orrenda.
Sto provando ad amarla
e a farla amare;
e anche se resiste e si dibatte,
lentamente diviene qualcosa 
di spirituale.



Si tacevano i primi amori
Si tacevano i primi amori,
volevamo esser forti.
Ci atteggiavamo uomini
ma eravamo divenire.



Sulla barca
Vedo tutto con te,
la luna che ondeggia
con me sulla barca,
lo sfavillio rifratto sulle onde, 
che bisbiglia i suoi canti 
fra i sussurri del mare.
Ti porto dovunque,
ti parlo, ti penso, t'immagino.
"Il nostro nido non è un luogo 
ma uno stato dell'essere".



Due cerchi
Due cerchi come due lenti
o come due iridi.
Due cerchi come due seni,
perfetti, morbidi, materni.
Due cerchi come un otto 
o l'infinito simbolo dell'eterno,
una trappola mortale senza fuga.
Una trappola come una dipendenza
o un meccanismo malato.
Due cerchi come due "o",
due cerchi come due bicchieri.



Sono stanco di sognare
Sono stanco di sognare,
di desiderare, di cercare, di tentare.
Sono stanco di svegliarmi, di sperare,
di sforzarmi di ricordare,
Sono stanco di sognare.



Destino
Voglio bruciare lentamente,
non c'è differenza tra questa vita
e quella morte.



È una bella giornata
E' una bella giornata
anche se sei lontana.
Il prato ed il cielo
mi hanno accolto
quasi come fossi bambino.
È un giorno semplice,
quasi spensierato
finalmente un poco rilassato.
E tu, sei qui con me.



Mi ricordo
Non ricordo molte cose
ma ricordo bene le emozioni del passato 
che tornano e mi dicono chi sono.
Ricordo i giorni dell'asilo
e le unghie sporche scavando nella terra.
Ricordo i piccoli grandi amori,
il dono di un orsacchiotto, 
con in grembo il suo cuore
e la timida corsa, da lei scappando.
Ricordo i profumi della campagna e del mare,
il cielo stellato, le ginocchia sbucciate,
la bicicletta e le corse giù per la discesa.
Ricordo i cugini e gli amici a quarto zampe.
Ricordo i pianti, la nostalgia, il camion.
Ricordo la nonna, il salice piangente 
e il frusciar delle sue foglie al vento.
Ricordo le partite di pallone,
il primo bacio
e la prima volta che ho fatto l'amore.
Ricordo il calore e le carezze, i sorrisi,
le mani di mia madre,
il vuoto della perdita.
Poi mi ricordo quanto abbiamo da dare
e quanto piccolo sono al mondo.
E mi ricordo com'è fatta la pace
e quanto importante sia amare.



Forse un giorno
L'amore non basta,
sembra non contare niente,
quanta fatica per strapparti un'ora,
agli impegni, al lavoro, alla famiglia.
Elemosinare momenti anche solo
per tenerti la mano.
Sono reietto anche in amore,
uno sbandato senza radici.
M'accoccolo nascondendomi 
tra le ombre delle quali faccio parte.
Forse un giorno potrò levarmi alla luce.
Forse un giorno potrò levarmi.
Forse un giorno potrò.
Forse un giorno.
Forse.



Non fa niente
Non fa niente
se non possiamo vederci,
non fa niente se devi andare,
se rimarrò sospeso, in attesa,
se rientrerò a casa solo e triste.
Sbaglio a dimostrarti 
quando resto deluso,
dovrei esser più forte.
Sorriderò per te e
mi sforzerò di ingoiare
tutta l'amarezza che mi avvilisce.
Non fa niente anche questo.
Non preoccuparti di niente,
non star male anche te.
Quando sarai tra le mie braccia
dimenticherò tutto, tutto sarà passato.
La gioia di vederti è più grande
di qualsiasi altra cosa.



Gli amanti son ladri,
Gli amanti son ladri,
rubano al tempo l'eternità.
Gli amanti son bugiardi,
han sempre una scusa 
per fuggir nei lor castelli d'amore.
Quatti fra le ombre 
rubano baci e carezze.
Gli amanti son scaltri,
vivon di sguardi, gesti, intese.
Gli amanti soffrono, 
condannati dall'amor sincero.
Si nascondono come criminali,
come assassini
e la loro pena è non potersi amare.
Fantasticano su di una vita che verrà,
una vita in cui potranno amarsi,
liberamente.



Non star in pena
Non star in pena amore mio,
non star in pena,
desidero che dentro sorridi.
Non stare in pena amore mio,
non stare in pena,
presto saremo felici almeno per un'ora
e ci porteremo dentro il sole.
Dovrà bastare, dovrà durare
fino a quando potremo stringerci ancora.
Non stare in pena amore mio,
non stare in pena.
La mia vita nasce e muore,
dal momento in cui t’abbraccio,
al momento in cui ti lascio.



Niente
Tutto torna al niente
come un'antica, oscura profezia 
che si avvera.
Il dominio della paura,
incontrollato, incontrastato
ordina il suo tributo di sangue.
La morte è un frutto dolce da cogliere
quando l'esistenza umana è ridotta 
alla miseria di un latrato di terrore.
Fango, Reclusione
Morte, Malattia
Sterminio, Genocidio
Fame, Miseria.
Tutto si chiude
con un perdita.
Tutto torna al niente.



Beatitudine
Viviamo una guerra senz'armi,
dilaniati dal nostro interno.
Non c'è alcuna speranza,
non c'è alcuna via di fuga.
Odo i cori della condanna
levarsi dagli inferi più oscuri.
Loro mi inchiodano e bramiscono:
"Beati i popoli che hanno la guerra,
beati coloro che muoiono di fame,
beati coloro che trovano fine nella malattia,
beati coloro che muoiono di suicidio,
beati i deboli del mondo che soccombono.
Siano beati tutti i mali della terra,
poiché pongono fine al male stesso dell'uomo".



Teatro
Tu non sei la mia donna,
sei la donna di un altro
e questo rapporto è
meschino e colpevole.
E' l'amore che ti muove!? 
O è il desiderio di riscatto!?
Cosa ti trattiene,
le tue recondite paure!?
O la speranza?
Non si può vivere nel timore 
di essere scoperti.
Non si può vivere nel timore.
Io lo so bene.
M'amerai senza riserve?
M'amerai?
M'ami?



Non capisco
Ho bisogno della tua presenza.
Non capisco
ed ogni cosa mi sembra nuova,
sconosciuta, lontana e astratta.
Non provo emozioni se non
di quel che mi tocca.
Non capisco altro se non me stesso.
Non capisco e non m'importa.
Ho bisogno della tua presenza.



Bugia
"Che ti è successo?"
"E' stato il ramo di un albero,
siamo andati in gita,
non ero attento.
E' lui che m'ha colpito".
Dalla bocca all'orecchio,
è solo un colpo di cinta.



Uniti nella carne
Un antro buio e gelido,
solo la flebile luce della candela
vacilla nella mia mano.
L'avido suono divoratore 
di carne strappata a morsi 
rotto dai rantoli del suo respiro animale
ed il tonfo impazzito del mio cuore.
Era là, davanti a me,
chino nell'oscurità.
Di colpo si voltò 
e mi fu subito addosso.
Occhi da demonio,
folli, colmi di rabbia 
e pernicioso compiacimento.
Il volto imbrattato di sangue
annuiva digrignando 
un ghigno demoniaco.
Solo allora vidi quel corpo a terra
e lui, fiero,
dell'orrore che mi atterriva.
Tutto era compiuto.
Ora ero sua.
Solo sua.



Piaga
Quando sei arrivata ti ho respinto,
ti ho calpestato e imprigionata.
Hai respirato zolfo nelle celle più profonde
e sei emersa.
Hai praticato tagli sul tuo corpo,
ti sei gettata a terra convulsa
e hai smesso di respirare.
Poi sei emersa,
ti sei punita, ti sei maledetta 
e hai maledetto tutto intorno a te.
Hai ignorato tua madre,
usato violenza su tuo padre,
denigrato tua sorella
e ti sei incarnata nel male,
calpestando tutto ciò che di bene c'è.
Hai cambiato le tue vesti,
hai vagabondato senza meta,
hai pianto e sofferto per le tue colpe,
patito il dolore della perdita,
infine, hai tentato di ucciderti.
Poi sei riemersa.
Hai pianto per esser ancora in vita,
Hai affogato te stessa,
hai tentato di distruggerti con ogni mezzo,
ancora ti sei punita, poi,
hai trovato abitudine nel farlo 
e ancora, sei riemersa.
Ti sei rasa al suolo e ricostruita,
hai cercato una via,
bandito il sangue dalla tua vita
ma la carne, è tornata.
Hai provato ad amare ed hai fallito.
Hai riprovato ed hai fallito.
Poi hai riprovato ancora
e ancora hai fallito.
Riprovi ancora, ancora e ancora.
Ancora mi danni.



Un senso
L'amore non basta a 
soverchiare il desiderio di morte.
Un'antica sopraffazione 
che sempre ritorna:
una liberazione,
un'epurazione.
E voi, piccoli miserabili
che pensate di sapere,
che vi affannate e che non sapete
E' solo grazie a lei.
E' solo grazie a lei
che costruite, che cercate.
E' in opposizione a lei
che nel profondo,
tentate, provate.
Lei è la Madre.
Tutto è grazie a lei.
E' da un abisso di morte
che la vita ha preso a brillare.
Un abisso nel quale tutti torniamo,
un abisso di pace,
un abisso di verità.
Un conforto.
Non c'è un senso alla vita
ma è la morte ad avere senso.



Schianto
Le parole restano in gola,
i pensieri impietriti,
i sentimenti franano.
Un violento maremoto si scatena
su di un abisso di vuoto.
Forze opposte si schiantano,
esplodono, erompono.
Fuori, il nulla.
Una maschera tetra,
muta, inespressiva.



Aiutami
Ti prego digli di smettere,
dì loro di lasciarmi stare.
Mi scoppia la testa!
"Mamma non riesco a dormire".
Perché mi fai questo!?
Cosa ti ho fatto!?
Aiutami!
Scacciali via!
Falli uscire dalla mia testa!!!



Condanna
Poi si contorse convulso
sbattendo la testa dove capitava
                                 senza coscienza, 
                                    senza controllo.
S'inarcò fino quasi a spezzarsi,
rigido e contratto in rochi singulti.
Occhi rovesciati, bava alla bocca
e il respiro si fermò.
Fu come morto.
Da allora in poi
come morto fra i vivi.



3:30
Fumi, nuvole, vapori di sogni che mi avvolgono 
viaggi inconsistenti, inconcepibili, inconsci 
treni, navi, persone, sconosciuti, 
direzioni ignote,
posti a sedere, posti in piedi 
luoghi familiari e sconosciuti,
famiglia, emozioni, recondito, sentimenti,
fatti passati, supposti futuri,
vortici, destra sinistra su giù, 
vado, vengo, torno ancora, ancora giro 
salgo, scendo, breccia.
Breccia.
Occhi aperti.             Buio.                 Silenzio.
3:30 
Dove sei?
Dove sei!



Una grazia
Ero venuto prostrato,
in lacrime a chiederti la grazia.
La tua casa era chiusa,
quelle sbarre serrate un chiaro messaggio.
Mai come allora sei stato così chiaro con me.
Mi sedetti a pianger disperato,
senza un appiglio, senza un conforto,
senza speranza.



Preghiera
La tua rabbia e il tuo dolore
scorrono in me.
Pongo la mano sul tuo capo:
"Toglile il male, toglile il dolore,
strappali via e dalli a me."
Io li assorbo e li faccio miei.
"Lasciala vivere felice,
lasciala vivere in pace.
Dà a me il suo male".



Cos'egli fu
Non fu un dio
né un un prodigio d'eroe
ma fu come vento fra le foglie
e il riverbero della luce all'alba,
così, come al tramonto.
Fu l'eco di voce
ed un pianto sommesso.
Fu sorriso e calore,
gesta gentili e abbracci.
Fu cura e premura,
sonno e preoccupazione.
Fu come mare e pioggia,
sole e terra
e ancora fuoco e nuvola.
Poi fu ricordo.



Di donne
Donne straordinarie,
la cui sensibilità mi tocca nel profondo.
Donne sensibili e ricche,
che un poco invidio, per 
questo lor modo di essere e
per la loro consapevolezza.
Donne maltrattate 
e tradite dai loro uomini,
che mi regalano magie,
comprensione e amore.
Donne materne e calde,
che sbocciano e fioriscono ogni giorno,
che sopportano i dolori con una forza,
come una debolezza, che le rende grandi.
Donne che s'incastonano come preziose gemme in petto.
Ma sono solo un uomo, un maschio
né diverso né migliore di altri e,
come dinanzi alla magnificenza della natura,
vi ammiro e mi commuovo,
senza poter  contenere la bellezza di tutto questo.
Non la posso comprendere fino in fondo.



Un amico immaginario
Sono un amico immaginario,
un furfante, un predatore,
un bracconiere.
Sono un'ombra, un diversivo,
qualcuno da amare saltuariamente.
Sono un compagno transitorio,
un amante occasionale,
un vezzo, una stampella, uno sfogo.
Sono un rifugio momentaneo.
Non amatemi,
non datemi affidamento,
non costruite niente su di me.
Usatemi per quello che sono.
Non vi posso ferire,
non vi posso far male.
Vi lascerò andare.



Origine
Lei non verrà,
non tornerà,
sprofonderò nel vuoto.
Berrò,
mi distruggerò,
cercherò l'origine,
la Madre,
il principio 



Poi emersi
...E poi emersi,
ripresi a respirare.
Gli occhi si aprirono 
e ricominciai a vedere,
a sentire il mio corpo
poi ancora a udire.
Il silenzio,
una parete,
uno schermo.
Tutto tornò alla mente.
Ero ancora vivo.
Come un gigantesca voragine
l'angoscia m'inghiottì.


…E infine ti ho persa






Christian Perra





Ottobre 2014