Incomplete


I n c o m p l…












“…E io vi servo con amore e compassione,
rendendo vostre le mie parole, i miei sentimenti;
per chi ne ha bisogno,
per chi non ha parole per esprimere ciò che sente.”

Christian








Incomplete








Sono venuto in silenzio e me ne andrò in silenzio…








Madri



Madre I
Tu sei luce e nascita,
forza e debolezza,
amore e severità.
Tu sei il sorriso perduto,
una carezza amorosa,
una ricerca infinita.
Sei gioia e rimpianto
serenità e malinconia,
cura e calore.
Tu sei un bisogno perpetuo,
la necessità di ricevere,
la gioia di dare.



Madre II
Tu trascendi l'infinito.
Saggezza ed elevazione,
benevolenza e protezione,
crescita e fecondità,
trasformazione e rinascita,
segreta e occulta,
tenebra e abisso,
divori e seduci.
Angoscia ineluttabile.



Madre III
Nascita, morte, rinascita,
nascita, morte, rinascita,
nascita, morte, rinascita,
Un vaso che si empie di vita.
Nascita, morte, rinascita,
nascita, morte, rinascita,
nascita, morte, rinascita.



Madre IV
Di tenebra divoro le radici dell'albero.
Cospargete il mio corpo di ocra rossa,
ricongiungetemi al ciclo divino.
Cinto e protetto, fluido e caldo,
il sangue diviene latte.
L'oblio dell'inconsapevolezza.



Madre V
Tutto il mondo è il mio corpo
e il mio corpo è un tempio.
Milioni di sentieri
e milioni di voci.
La quercia e la foglia,
lo sguardo di un amante.
Amatemi in modo puro.
"sono solo un umile servo”.




Il ricordo e la speranza



Uomini e rupi
Ci sono uomini e ci son rupi
e sangue versato e grida strazianti.
Una sorte segnata per ognuno
ed una lotta che sapevan di compiere.
Un tempo si creavano eroi,
un tempo, si diveniva dèi. 
La facilità e la debolezza dell'avere,
la vacuità di esistenze da vetrina,
son gli ambìti biasimi della corruzione.
Cercando di divenire dèi,
gli uomini son divenuti non morti,
vivono e vagano come ombre,
cercando una vita, bramando una morte.
La mortalità è un fattore divino 
e l'immortalità una questione umana.
Gli dèi son sordi come gli uomini ciechi.



Il ricordo e la speranza
Il ricordo e la speranza
sono vaporati nell'oscurità
esalando l'ultimo singulto di vita.
Quei fuochi sono oramai spenti
e la notte è buia e priva di stelle.
Non c'è sentiero da seguire,
dalle tenebre rantoli di mostri inauditi.
Non so e non sono più,
non v'è più coscienza,
nessun languore di emozione.
I ricordi sono cose morte
e i morti più non sono.
Così anche tu,
sei cancellata da ogni memoria.



Milano
È un cielo privo di stelle 
come privo di speranze,
i tetti come di pasta frolla 
e i rampicanti sui muri, come
spruzzi di una triste fantasia.
Poi i tram, le auto, la gente che corre
e il trambusto del giorno.
Gli aperitivi, lo snobismo,
la metrò, il pavé e i giorni al parco.
Le fughe lontano ed il ritorno,
in una città che muore.



Ancora una notte
Come in notti antiche mi desto,
in un involucro di silenzio,
di respiri che affannano.
L'odore rovente della città,
un letto vuoto,
il rumore di passi,
di pensieri che avanzano.
Si avvicinano e poi crollano.
Il telefono tace,
non c'è niente per me,
nemmeno più un'attesa.
Guardo l'ora.
Ancora le 3:30.



Prima della pioggia
Pioverà.
L'aria è scura e turbata.
Laggiù sta già piovendo.
Alzati,
è tempo di andare,
c'è odore di pioggia.
Il tempo non muore
e dalle ceneri nasce nuova vita.
Il monastero è chiuso,
i sensi fuori della sua porta.
Gli uccelli fuggono in stridori
e il sangue pulsa dolente nell'attesa.



Questa vita
Questa vita non è mia,
non è di alcuno,
non m'appartiene
né interessò taluno.
È un capriccio del tempo
che vaneggia annoiato, 
è un ozio sofferto,
un verso fuor tempo.
È un angolatura stonata,
una facoltà inespressa,
uno scialbo appetito,
una ripulsa coerenza.
È un impeto spento,
un impulso frenato,
una coscienza corrotta,
un motivo obliato.
È una concupiscente intenzione,
un complesso abusato,
un'inopinata menzione,
un intendimento equalmente errato.
Una percezione distorta
o qualsivoglia nomenclatura,
Dio solo sa, la nausea che mi procura.



La ricchezza
Giorni dipinti di attesa e speranza,
siamo tempo e azione
e bramiamo l'eternità del destino.
Non sappiamo strapparci né al credere né al ricordo.
La nostra ricchezza è la nostra mortalità
e l'ombra di questo soffrire ci costringe ad arrabattarci.
La consapevolezza della fine è il principio,
diamo un senso al nostro morire vivendo
e credendo nell'eternità della beatitudine.
Guardiamo oltre il dolore, oltre la carne e il sangue
e rinasciamo come il grano tagliato rinasce.
Così gli dèi, che furono prima di noi,
son tornati ad essere terra e aria
e il pane e il vino son divenuti carne e sangue.
Essi grondano ancora nel nostro mondo,
non più per placare la morte ma per elogiare l'eterno.
La nostra ricchezza è la nostra mortalità
e la consapevolezza che da essa deriva.




Della nostalgia e dei sogni



Un viaggio
Un viaggio e un treno, 
panche di legno e polvere.
Un finestrino come una cornice, 
fuori, una distesa di terra sbiadita,
luce gialla, sole annoiato.
Un viaggio lontano,
agli antipodi del mondo.
L'aereo corre fin dentro la città,
sotto le gallerie e di lontano,
gli iceberg che scintillano immacolati.
I volti di chi è lontano e di chi non c'è più.
Un tuo regalo ed un pacco,
lei lo accetta e lo prende gentile,
premurosa, emozionata e sorridente,
come sempre era, ma tu non ci sei.
Anche in sogno, sei lontana da me.



...E poi fu buio
L'universo si affievolì,
i rumori smisero la loro voce.
Profumi e odori 
si dileguaron in vapori
e la luce morì silente.
Tutto intorno 
divenne inconsistente,
mi astraevo dal mio corpo
...e poi fu buio.



Le piccole cose
È strano a volte, di quante cose grandi siano intrise le piccole cose
e quante e quante volte passano inosservate 
eppure sono ricche di amore, passione, dolore, rabbia, speranza, gioia.
Tutti sentimenti che restano imprigionati li, 
in uno spazio immobile e senza tempo.
A volte dimenticate ma che attendono 
di essere liberate, riscoperte, risentite.
Di quante cose piccole è fatto il mondo 
e quanta grandezza abbiamo da dare.



Rifiuto
Sono uscito dal corso del tempo
e ti ricordo chiaramente
mentre m'amavi felicemente.
Poi convulso mi sono destato
e ignudo mi sono visto 
rovistar fra i rifiuti,
a cercar l'amor nel cassonetto gittato,
che in cuor mio t'ho donato.
Poi t'ho vista sbucar di lontano,
furtiva e ansiosa attender fra la gente
e quel bolide oscuro ed enorme
appresso a te s'è fermato.
T'ho vista salire indifferente
e l’amor mio infranto, 
caduto m'è di mano.



Le linee del tramonto
Non posso dormire
e questo corpo stanco duole.
Il film si narra solo e
la mia coscienza distratta
si volta e scompare.
Ci sono vecchi che 
hanno occhi piccoli
ma gioiosi, come di bimbi,
altri son stanchi e malinconici,
altri ancora duri e rassegnati
ma tutti son consapevoli.
Sono le linee del tramonto
che si stagliano nostalgiche,
nell'infinita e luminosa porpora del cielo.



Frantumi dell'io
Non c'è niente laggiù,
una stanza buia e senza suono.
Frantumi dell'io.
Non so se sia valsa la pena morire.
Se morire sia stato il prezzo
per conoscere per cosa 
valga la pena vivere.



Alina
Ho sognato d'incontrarti,
la luce calda della primavera
destava i pioppi assopiti
e l'aria vivace ci accarezzava
coi suoi profumi.
Leggevo le tue parole,
cariche d'odio, rancore e rabbia.
Quella disperazione e morte
ho fatto mie, alla tua età.
Le tue parole sembran le mie,
così io ti guardo e mi rivedo
e in cuor mio piango e ti stringo.
Vuoi uccidermi e farla finita
ma io voglio che tu viva
e che senta quanto le tue parole
siano cariche di desiderio d'amore.
Sei carica d'amore,
come questo vento n'è di profumi.
Non ti lascio andare,
con dolcezza ti chiedo di restare
e camminiamo insieme,
fra i pioppi ci allontaniamo,
svanendo nella luce calda
della primavera.



Uma floresta
Avanzavo piccoli passi 
in una foresta incantata:
la nostalgica certezza di 
piccoli e grandi affetti,
gli addii e i ricordi lontani.
Il canto tremolo di chiassose cicale,
lo scroscio impaziente su rocce silenti
ed il fogliame riverso sui sentieri dell'io.



Soño
Dormirò profondamente,
sarà come un amore che si spegne 
ai chiarori del giorno.
Sarà come una notte solitaria,
rientrando a casa, per strade deserte.
Sarà come stringere le mani di mia madre
e guardare di notte le stelle.
Sarà l'erba dei campi, il sapore del mare,
abbracciare una donna dopo aver fatto l'amore.
Un respiro e un sospiro,
uno sguardo intenso,
correr per prati inseguendo il vento.
Sarà una zampetta sul petto,
una carezza amorevole,
un amico fedele che si acciambella al mio fianco.
Sarà grida e stupore, entusiasmo ed un pianto.
Son foglia al vento che vola lontano.



Uma praia
Un caldo messaggio 
pulsa nel mio petto,
la notte non dormo 
e mi rigiro nel letto.
Guardo il cielo seduto e non penso,
rapito dal profumo del mare,
dai colori di un sole puerile,
dai raggi che aprono le nuvole,
poggiandosi sulla sabbia dorata e
sul mare, increspato dal sussurro dell'alba.
Passeggiamo mano nella mano,
facciamo l'amore fino ad addormentarci abbracciati.
Vorrei sapere di meritare tutto questo.
Una spiaggia di pace sulla quale
riposare le mie stanche membra.
Mi rigiro nel letto e non posso dormire.



Uma palavras
Una sola parola,
un perno attorno al quale
disegnare le linee della libera interpretazione.
Così è il silenzio che riempie il tempo fra due note
e l'irrazionale perfezione del cerchio,
che semplicemente esiste inconsapevole.
Il nutrimento dell'anima ci è dato dalle pause e dai silenzi.
Dobbiamo solo pensare se le nostre parole,
siano degne del silenzio che le ha precedute.




Dei ricordi e dei morti



Fossa
Ci fu un destino su queste pietre
e una vita che zampilla da quelle rocce.
I ricordi di ciò che fummo, sono inabissati
e il sangue di cui siamo macchiati,
svanisce senza traccia bevuto dalla terra.
Al di là dell'oblio del giorno, esiste una pace.
Dobbiamo ancora penare, prima 
di lasciarci abbandonare alla quiete della notte.
Ci fu una vita su queste pietre,
chi fummo nessun più lo sa
ma resta una fine esalata senza voce.



Distacco
Ogni passo mi spinge
in un'unica direzione,
ad una vita solitaria,
priva di affetti.
I ricordi sono cose morte.
La famiglia diviene una prigione
nella quale più non sono.
Una densità di significati,
di preconcetti dei quali,
sento di non far più parte;
un camminar voltato all'indietro.
La persona che ricordate 
e che credete di conoscere,
non esiste più.
Tutto si offusca, nella tenebra
di un silenzio.
Il distacco diviene inesorabile
così come il riconoscimento
di ciò che siete, di ciò che sono.
I ricordi sono cose morte.



Varco
È una luce morta
e morte sono le cose del mondo.
Ho già vissuto e lottato,
sono tornato per liberarmi,
sono tornato ma ripartirei.
C'è solo morte per chiunque e
scheletri di campi in cui affamarsi;
il contrario di ciò ch'è conosciuto.
Un varco al cui cancello non v'è nessuno.
I morti sono solo morti,
essi non sanno più,
Essi più non sono.
"Ma tu li hai veduti".
Ho veduto ciò che ho creduto vedere,
c'è solo silenzio e inconsapevolezza.
Essi non sanno e nemmeno tu.
È un mondo di morti
e morte sono le cose del mondo.
Per qualcuno vive ancora una speranza,
il patimento di un'illusione,
essi non vivono e non vedono.
I ricordi sono cose morte.



La conoscenza
Vorrei non sapere
e non svegliarmi mai più.
Se sapessi e mi svegliassi,
conoscerei le stesse pene.
Crediamo che 
attraverso la conoscenza 
saremo più felici.
Poi capiamo che
non sapere è la vera felicità.
Mangiamo la mela e cadiamo
e invece gli infanti non sanno,
godono la felicità della vita
poiché essi non sanno,
poiché essi non conoscono.
Infine i morti non sanno,
loro tornano al principio,
un principio di inconsapevolezza,
di non essenza.
Sono solo morti
e morte sono le cose del mondo.
Ma tu ora dormi, non pensare,
Domani ti dovrai svegliare.



Il cielo e il mare I
Quando lo vidi mi parve un cielo,
questo mare antico, in cui
ogni cosa si desta e in cui
ogni cosa fa ritorno.
Io sono morto ma tu mi hai svegliato.
Morendo non ho scordato la vita.
Sapevo di desiderar la morte
ma non sapevo avrei aperto gli occhi di nuovo.
Credevo che la morte fosse destino,
fosse silenzio e inconsapevolezza.
Non vado che al passato.
Qui il sangue non pulsa né scorre,
non c'è inquietudine o vigore.
Da fanciulli è tutto un gioco,
non vivo che di ricordi.



Il cielo e il mare II
Tu vivevi in forma d'uomo
ma era in te il tumulto.
I tuoi attimi eran gioia e pena,
non vivevi che del tuo sangue versato,
non cercavi che la morte.
Quando ti ho destato 
ti offerto una pace che
non fosse di buio e silenzi.
Tu ora guardi l'antico mare,
in esso ti specchi ma non ti rifletti.
Quando eri in vita non vivevi
e ora non sai essere morto.



Il cielo e il mare III
Non ho saputo vivere e
non ho saputo morire.
Quando ero vivo cercavo
qualcosa che sempre sfugge.
Ho creduto di morire per 
carpire un senso che non avevo.
Ora che sono morto,
so che ciò che bramo è ciò che ho lasciato.
Ciò che avevo, non sono riuscito a cogliere.
Non ho vissuto che di attimi.



Il cielo e il mare IV
In te il tumulto schianta e brucia,
ancora, anche ora che sei morto.
Desideravi la morte e ora,
desideri la vita.
Forse davvero per te la pace 
è quel silenzio di tenebra.
Sei come quel mare in cui 
il cielo si specchia
ed è cielo esso stesso.
Se t'immergerai in esso 
non potrai più tornare.



La Poesia
La poesia è morte
è la voce del pianto,
un sogghigno inespresso,
la solitudine che si fa verbo.
Mille gocce di memorie,
nubi e vapore,
un oceano in tempesta,
un abisso di pace.
Un ricordo morente,
il dolore gridato,
un amore infranto,
un bimbo lontano.






…Rispettate il silenzio






Christian perra



Gennaio 2016