Piccole cose


Piccole cose
















“…E io vi servo con amore e compassione,
rendendo vostre le mie parole, i miei sentimenti;
per chi ne ha bisogno,
per chi non ha parole per esprimere ciò che sente.”

Christian








Piccole cose








Piccola sera

Accollato nel tepore 
di una calda sera d’estate,
di vocii sparpagliati fra i 
profumi di aranci e limoni.
L’intensità profusa di frutta
secca salata, allieta il dolce
mite aroma di una bionda.
Nella sonnolenta stanchezza
che tutto intorpidisce,
anche questo è godere.




Mattino

Il sole latita i suoi raggi di questo mattino,
adopero miti e pacati gesti nella quasi alba.
Divine parole traboccano il mio spirito e 
il pensiero flemmatico indugia come questa luce
ma gusta con sapiente esperienza.



Le pietre

Lento è il suo incedere pesante,
le pietre manifestano la 
loro presenza all’unisono.
Canti di angeli disperati,
lacrimano e si battono 
in cordoglio il petto.
Fratello! 
Tu che sai ch’io sono,
Parla!
Redarguiscimi se devi
ma non lasciare che 
inghiotta nel silenzio.




La morte in petto

Che sei bella come nei più dolci sogni,
pulsi in petto con vuoto terrifico,
ammali e spaventi come la madre.
Io bramo esser tuo e tu, gatta,
mi vuoi e mi respingi ma
sappiamo ambedue che mi avrai.
Spargerò il mio sangue fino a quel giorno.




Le mute grida

Accarezza l’aria sottile
e tu sfrutti le correnti 
con abile maestria.
Nessun suono varca 
i cancelli della coscienza.
Il clangore imprigionato
di mute grida.




Come

Come un vapore che sale,
ricco di profumi e luci.
Come un miasma che s’insinua,
con il suo lezzo e oscurità.




Fosti

Se tu fossi dea,
se tu fossi sorgente
e foglia e quercia
e aria e nido e sole.
Come lo fosti.




Karmico

Come un fazzoletto usato, gittato.







Per la strada

Percuote torrido il sole
e le ombre degli aranci
si genuflettono obbedienti.
Le ombre e la frescura non 
tardano il loro clemente ristoro
ed è come un miraggio, la strada.



Vespro

Il meridione s’infiamma 
nell’ultimo suo palpito,
allunga le sue sottili mani
sopra le bronzee colline.
Ombre insonni, omaggiano 
la notte e in essa si raccolgono 
e poi uniscono in veglia.
Onde di parole, 
immersioni di concetti.



Monte

Un complesso roccioso,
imperioso che staglia altero;
dolorosi frantumi si staccano 
e crollano fragorosi.
Le forme viventi del cielo 
e della terra, fuggono atterrite,
il gigante lacrima amaro,
volgendo alla muta perdita.
Quel corpo, quell’anima,
modellati dall’estirpazione,
rinascita o rovina.



Spiaggia 

Schiamazzi popolari
dolce brusio di onde,
consuetudine del mare
e il conforto del tempo
sereno, da tutto lontano.



Mare

Sei donna che accoglie il mio corpo,
sei madre che protegge il mio cuore,
sei tempio in cui si eleva il mio spirito.



La campagna 

È una campagna arida,
l’acqua manca e il sole
e l’arsura cuociono ciò che
restava di ciò ch’era vivente.
La mano non si tende
e i frutti candidi e succosi
marciscono alle radici ed
essiccano sui rami glabri,
divorati da vermi e tafani.



Un paesaggio a Perdiga

Alberi morenti, cinerei scheletri che
si affacciano su di una terrazza di vergine vita.
Lo schianto di luce di un sole divino 
sul sussurro della madre fra gli scogli,
sull’intenso odor di pino che spinge dal bosco,
sull’insistente frinir di cicale
e sul mio io rinato in nuova forma.



Attimo

È tutto immobile e silente
come se l’aria non respirasse
come se il sole avesse smesso di scaldare
come se i battiti avessero smesso di pulsare
come se lo spazio avesse cessato di esistere 
come se il tempo avesse smesso di scorrere
come se l’anima mi avesse abbandonato.



Ritorno a Vouliagmeni

Scivolo sull’increspatura delle onde,
mi dissolvo nel riverbero del sole,
mi poso su rocce assetate.
Sono i ricordi a fare male.



Aceto e fiele

Stessa croce, stessi chiodi
aceto e fiele.



Le piccole cose

La forma del chicco di riso,
il sapore di caffè e tabacco
nell’antro di un nuovo giorno,
la placida lettura, raccolto,
le note delle foglie mosse.



Primo amico

Tu curioso spirito che
di me ti prendi cura,
lasciando che sia io
a darti il minimo necessario
e le carezze prendi sincero;
tu sei il mio guardiano
abbi cura di me anche quando
chiuderò gli occhi.

A Bandito



Cos’è Dio

Dio è tua madre che ti rimbocca le coperte
è l’amica che ti ha abbracciato 
quando ne avevi bisogno,
è la parola gentile di uno sconosciuto
il tuo cane che ti fa le feste 
è il micio che fa le fusa
Dio è la gentilezza, la premura 
è l’amore che non hai chiesto
ma che ti è stato dato






Giugno 2019