Stasi


Stasi
















“…E io vi servo con amore e compassione,
rendendo vostre le mie parole, i miei sentimenti;
per chi ne ha bisogno,
per chi non ha parole per esprimere ciò che sente.”

Christian








Stasi








Vado, vengo, torno, resto, mi perdo








Piccolo cielo azzurro
Mi hanno parlato di un piccolo cielo azzurro,
un piccolo grande cielo che allevia i dolori,
un piccolo cielo in cui non serve respirare
come un mare di pace in cui immergersi,
e trovare finalmente la pace.
Sopra le nuvole volo beato,
sopra le nuvole sorrido di gioia,
sopra le nuvole sono felice.
Anche il principe ha volato, 
anche lui ora è felice,
tutto diviene leggero e tutto è perdono.
Non esiste alcun bisogno,
un oceano di pace che ti avvolge
e dal quale non fare più ritorno.




La Morte nel Letto
Hai mai avuto la morte nel letto?
Mi guardi attonita e non capisci,
non sai ma un giorno conoscerai:
il calore che spira dal corpo e
le profonde e impietose fratture
che annullano il tuo io.
Conoscerai,
le plumbee note dell’abbandono,
la perdizione, senza conforto, della fine,
la ruvida lama di silenzio e lamenti
e la fragilità delle sicurezze perdute.
Conoscerai il condizionale del rimpianto
ed il buio e misero abisso dello sconforto.
Ora non sai ma un giorno capirai.



Un fiore
Un fiore per ricordarti
e per dirci chi siamo, per dire 
“non ci dimentichiamo”.
E l'acro odore del tabacco da fiuto
e il profumo dell'orchidea 
che sale con l'intensità del mare.
Sono i morti che tornano,
per rassicurarci,
che nulla è perso,
che noi siamo,
che tutto continua, 
senza alcun limite.




È nella mia testa
È tutto nella mia testa,
come un grido,
come un sussurro,
miriadi di voci,
di gioie entusiaste,
di pianti sommessi e
solitari momenti.
Loro non sanno,
e come potrebbero?
Loro non sanno che 
i sentimenti più alti,
scaturiscono spesso
dai peggiori momenti;
che dietro ogni parola,
ogni sillaba strappata,
esiste una vita
che pulsa e passione.
Ed è tutto nella mia testa,
ogni gioia, ogni speranza.
ogni pianto, ogni condanna,
ogni solitudine, ogni distanza.
E io lo so ma
non posso farne a meno,
di piangere e gioire,
di sentirmi uomo.




E forse è…
È possibile essere sensibile 
alle sofferenze degli altri?
L'ho vissuto con te,
in notti di lontananza,
fra  crepe di nostalgia
riempite da compassione.
Lo disegno nelle premure 
che traccio per incontrarti,
lo accarezzo nelle notti per
poi illuminarsi al mattino sul tuo viso.
L'amore è comprensione e premura.




I coccodrilli 
Sono angoscia e ansia
miste a calore e protezione:
volo amniotico alla scoperta 
di un io ancestrale.
Immerso in brune acque
tra gli scogli e sopra il fondale.
Alzo lo sguardo e lo vedo, 
come un tappeto di alghe feroci
che si dibattono aggrovigliate
in cerca di carne.
Sono coccodrilli giganti,
cercano umani da divorare
ma non me.




Mancanza
Non avrebbe alcun senso aspettare,
se mi chiamasse, dovrei andare.
Se scoprissi che questi moti,
che il senso di tutto questo,
non avesse alcun valore,
allora, non ne avrei nemmeno io.
Allora lei mi chiamerebbe,
allora io dovrei andare.
Ancora mi immergerei 
nell'inconscio strale di 
buio, vuoto, grida e dolore.
Dovrei cercarla,
non potrei farne a meno.
E questa mancanza che inghiotte furente,
e unghie carnivore che scavano fameliche.
È una mancanza.
Solo una mancanza.




Assassinio
Sei mia complice in questo assassinio,
nell'opprimente realizzazione della verità:
la Distruzione divoratrice di tutte le cose.
Tutto è falso e colpevole e
i sentimenti sono cose morte.
Agonizzo fra desolate macerie,
la morte romba in petto come un tonfo sordo.
Lei non è più una vuota astrazione ma
una concreta certezza che 
cala ora, sulle mie membra
come un sonno implacabile.
Unico sollievo, per me che 
ho già guardato nello spiraglio della fine,
è la consapevolezza che dopo non vi sia più nulla.




Aspettative
Ho abbandonato ogni aspettativa 
per lasciarti essere chi sei.




Primo turno di notte
Asfalto lucido e attonito 
sotto il metallico stridore dei binari.
Le auto sibilano e rombano,
prima lontane, poi vicine e indifferenti.
Luci impastate nel buio
come pallide stelle gialle
di un  cielo oscuramente monotono.
L'arsura di greve tabacco che preme amara
e il solo desiderio del conforto di amore e di casa.




Senza titolo
Ho desiderato essere morto,
ho desiderato non essere mai vissuto. 




Il mostro
Saetto nel tappeto della notte,
sul drago di fuoco che, romba 
il suo ruggito terribile nel buio.
I suoi occhi scintillanti 
aggrediscono e spaccano le tenebre.
Sono al sicuro e potente,
il mio potere è grande.
Poi le vostre piccole ali sollevate al cielo
nella disperata corsa per la vita,
i piccoli becchi aperti 
in uno spasmo di terrore
e i vostri occhi,
quegli occhi piccoli e atterriti 
che sgranano indietro, al mostro.
Ho frenato.
Non sono riuscito a evitarvi.
Ho sentito i vostri piccoli corpi
ruzzolare sotto le lamiere.
Non sono riuscito a fermarmi.
Non sono riuscito a guardare 
lo scempio immondo che ho creato.
Creature innocenti alle quali
ho strappato tutto.
Vi chiedo perdono.




I venti
Quel che m'è stato tolto,
non mi è stato più ridato,
così ho lavorato sodo e
me lo sono guadagnato.
A fatica ho imparato a perdonare
e quando, a gomitate il perdono,
s'è fatto strada nella 
dura calca della rabbia,
d'improvviso quell'angolo buio,
la stanza immonda che m'imprigionava,
s'è riempita di luce.
Ho scoperto cose nuove e inaspettate,
un nuovo me stesso 
ch'è rinato da una malattia implacabile.




Le stagioni
Ogni stagione possiede
una sua ragione d'esistere 
ed è l'opportunità di cogliere 
la preziosità di ogni istante.
Lo è il rigido inverno chiuso nel suo gelo,
così l'autunno giallo e malinconico,
lo è l'arida e luminosa estate e così 
la profumata e fiorita primavera.




Non correre
"Non correre!”
Che significa non scappare.
Io li conosco bene,
quegli occhi sgranati 
scolpiti nella pietra.
Quel leone 
è ritto davanti a noi,
ti fissa in attesa.
È apparso per 
inseguire e sbranare.
Afferro la tua mano:
"Non ti farà niente"
e ci ha lasciato passare.




Tu sei per sempre
Tu sei per sempre,
Amore innocente,
puerile e incondizionato
e le mie ingiustizie 
sono il pulpito 
del mio fallimento.
Sei innocenza, perdono
amore perpetuo.
Sei la forza che 
si rinnova nella gioia.
Sei calore, tenerezza, fiducia.
All'innocenza del tuo sguardo
posso solo ambire
ma il conforto del tuo ricordo
è una certezza che vibra pulsante 
in questo stanco corpo.
Quest'anima erosa è ancora fertile.
Tu sei per sempre.

                                A Capi




Vorrei fossi qui 
Questa vita che chiede sempre
e non dà mai, non lo vuole e
sento l'impeto della rabbia
crescere con la forza di un uragano;
come un latrato immondo, un grido disumano.
Non esiste pace in questa vita,
la pace è nella morte poiché dopo, non esiste nulla.
La pace è il nulla,
il totale annientamento dell'esistenza.
Ho cercato ma non ho trovato
e l’esistenza è limbo.
Lo spirito non esiste e
i sentimenti sono secrezioni nel cervello.
Quando daremo una risposta all'amore, esso morrà, 
com'è morto il dio del fulmine e poi del tuono.
Come loro anche noi morremo,
torneremo all'assenza madre,
che è trasformazione della materia e inconsapevolezza.
"Allora dobbiamo goderci quel che ci è stato dato".
Si. Ma tu non sei con me
e ciò mi riconduce al principio.
In principio era il nulla.
Lo dicono le antiche scritture,
al principio torneremo.




Me ne andrò 
Rovine sulle quali correvo,
esplosioni, armi strette in pugno 
e scheletri di palazzi decadenti.
Poi ospedali, cinghie, nervi tesi e,
l'inconscio che affiora esplodendo 
con la forza prorompente 
di cascate inesplorate.
Parole, luoghi, visioni, visi.
L'apnea del sogno che mi riconduce alla luce.
Aria, boccata, ossigeno, vita.
Visione. Tu.
Precipito violentemente sbattendo 
contro il fondale della realtà:
paure, sogni, illusioni, doveri, forze.
Una stanza buia e muta.
La glaciale luce di un Hard Disk,
Una silente tomba cieca.
Un altro giorno.




…E mi disperdo in te…
…E mi disperdo in te
come sabbia soffiata dal vento,
come se questo corpo si dissolvesse 
nel liquido amniotico  dell’universo,
come se questa mente si polverizzasse 
in atomi microscopici e infiniti;
punti luminosi nello spazio assoluto.
Allora torno a Casa,
rivivo un tempo ch'era prima di ogni cosa.
…e mi disperdo in te.




Relativo
Lo spazio non è più una realtà 
e così sono i frantumi del tempo,
canti di oniriche invocazioni 
che si levano dal buio dell’impermanenza.
Se tutto è relativo,
non vi è alcuna certezza,
così poniamo in gioco la nostra stessa esistenza.
Milioni di possibilità senza alcuna risposta,
schegge di un divenire sempre papabile
e l'angusta consapevolezza di una
sicura incertezza e solitudine
di fronte all'immensità dell'Universo.




Affanno
C'è troppo catrame nei miei polmoni
e una rea ansia di certezza
che corrode le mie carni.
Poi l'assonnata svogliatezza 
che sopisce ogni azione
e drappi cristallini privi di calore che
sbattono sull'asfalto torbido e bagnato.
Un caffè e fumo amari.
C'è troppo catrame nei miei polmoni.




Il primo respiro
Un uomo non può piangere
perché è debole,
perché sono più botte;
non può dimostrare sentimenti,
deve essere più forte.
Poi il rifugio in un accettazione 
che non è giudizio.
Il caldo sentiero della temperanza
che si apre fra fitti boschi di volti inespressivi.
Sei il primo respiro che
mi riempie i polmoni
e mi dona la vita.




Com'era in principio
Com'era in principio 
non è più né nei secoli dei secoli
né nei giorni dei giorni.
Tutto è evoluzione e mutamento 
e la Gloria è sepolta dagli anni,
dalle tribolazioni e dalla fatica.
Com'era in principio sarà un giorno
e sarà la muta inconsapevolezza del sempre.




Giorno per giorno
Amami oggi nell'incerto presente,
amami domani al timido risveglio,
quando la luce sussurrerà la vita.
Amami stanotte nell'inconscio del sonno profondo,
amami al meriggio che brucia di passione
e con languore nel nostalgico imbrunire.
Amami ogni istante, ogni momento,
fino a volgerci indietro ad osservare
il ritratto del tempo.




La dimora
Ho sognato illusioni meravigliose
che in nessun luogo mi hanno condotto,
ed ho visto la forza prorompente
delle emozioni esondare
e distruggere ogni cosa.
Poi ho sentito la mano del pensiero,
cautamente disporre ordine in tutto
e dosare ogni ingrediente 
con amorevole saggezza.
Ho aperto gli occhi e ti ho vista,
segnata dal pianto, disegnare un tenero sorriso.
La dimora dell'acqua, dell'aria, del fuoco e della terra.




Venti palate di terra
Venti palate di terra,
sono solo la metà dei miei anni
e un infinitesimo delle mie pene.
Ma basteranno a regalarmi
il silenzio della dimenticanza
e la pace dell'anonimia.
Ed è scritto che l'uomo 
non deve distruggersi perché 
il corpo ci viene donato dall'Onnipotente.
Ma anche l'infelicità dell'uomo
è un peccato,
perché diventa la causa 
dell'infelicità dei tuoi cari.
Non c'è alcuna differenza
fra chi uccide qualcun altro 
e chi uccide se stesso:
un assassinio è un assassinio.
Ma c'è differenza tra agonia e pace




Parole
La morte un cancro una peste
una malattia debilitante
una prova la sconfitta il perdono
la rabbia la compassione la speranza
il pianto il silenzio il vuoto
nessuna emozione
un cuscino stretto
un abbraccio 
un’immagine amorevole
e lance che trafiggono
un cielo impietrito aria ferma
la stanchezza del corpo e 
passi dovuti che incedono anonimi
una sigaretta una boccata
una luce spettrale
parole




Ceneri del passato
Cospargo il capo con le ceneri del passato
Raca, abba Padre,
Non ti è negato che questo,
cambiare il passato e averne redenzione.
Il rimpianto è pe' gli uomini soltanto
depongono fiori su tombe di volti di cera sbiaditi.
Solo i morti ed i bimbi possono gioire
poiché essi son senza passato
e il tempo logoro accosta gli assi
di una bara inesorabile.
Lasciate trapassare questo mondo.




Una nota di silenzio
Il male predatore 
è di nuovo in agguato.
Sento il suo respiro greve e rovente,
il suo sguardo di pietra tagliente.
Una tomba di silenzio,
il richiamo della Madre che
sibila, in un nota impercettibile.
Un grembo vuoto, afono, cupo,
una nota di silenzio,
una tomba afasica.




Felce
Sabbia nera,
languore vermiglio
fulmini saette che 
roboano e squarciano.
Acqua nera
paludi palpitanti,
un cadavere dilaniato e
divorato ingordamente.
Tu non hai,
tu non sei,
debolezza, insignificanza,
condanna.
Il pulpito.
La differenza che separa,
spore maledette,
felce velenosa.




F.P.
Morte e paura,
Fentanyl, Pentobarbital.
Rifiuto, solitudine, destino.
Fentanyl, Pentobarbital.
I ricordi sono cose morte
così anch’io quando sarò morto,
sarò dimenticato.
Dolores, Prince: coraggio.
Fentanyl, Pentobarbital,
desiderio, codardia.
Non sono che questo.
 Morte, brama,
incapacità, rigetto, rifiuto.
Fentanyl, Pentobarbital
Invidio e ammiro
chi trova il coraggio.




Uccidimi Per Favore
Non sono molti
gli atti irreversibili
nella vita di un uomo.
Un giorno il suicidio
sarà un diritto dell’uomo,
una conquista sulla vita,
il rispetto della sofferenza.
Un giorno sarà un diritto,
senza giudizio, senza codardia.
Il libero arbitrio è
la scelta di fronte al destino:
accetteremo la morte senza riserve.
Non avremo più bisogno di consegnarci
al patibolo della violenza;
ci abbandoneremo alla dignità di
un sonno inconsistente e solitario,
come solitaria è la consapevolezza
di fronte al destino.
Uccidimi per favore,
è una richiesta di compassione.




Volo, nuoto
Sono cosciente
ma vorrei non esserlo.
Occhi chiusi, no
aperti ma non vedo.
Girano al contrario
guardano dentro.
Volo, nuoto.
Amniotico,
lingue di fiamma
fruste di fuoco
abissi neri.
Volo, nuoto.
Inconscio,
palazzi e muri,
labirinti di scale,
cieli e foreste.
Sonno.
Volo, nuoto.




Sono triste e pieno di rabbia
Sono triste e pieno di rabbia
Pieno di rabbia e di tristezza
Non riesco a rilassare la mente
a distogliere i pensieri.
Sono triste e pieno di rabbia,
pieno di rabbia e di tristezza.




Preghiera per l’universo
Prego te universo,
Forza motrice di ogni cosa
Energia vitale di ogni elemento,
di illuminare il nostro cammino
con la pace e la pazienza.
Dacci la sensibilità di cogliere le sofferenze degli altri
e di limarle con parole e gesti gentili.
Facci vedere al di là dei nostri sbagli,
verso ciò che ci unisce, non verso ciò che ci divide.
Aiutaci a comprendere la bontà delle difficoltà 
e sostienici nel sopportare il dolore.
Aiutaci a non perdere la speranza
e nutri la nostra anima con silenzi.
A te universo io chiedo aiuto 
a illuminare i nostri cuori,
a elevare I nostri spiriti.




Tutt’intorno è silenzio.
Tutt’intorno è silenzio,
Atene dorme.
Gli spiriti si ritirano ai chiarori.
Solo un gatto impavido vigila questi anfratti
ed una figura appena destata medita,
nascosta tra ombre di silenzio.




Sei andata lontana
Sei andata lontana,
fra  nubi artiche 
e un mare plumbeo e nostalgico,
per ricostruirti, per capire,
per trovare una strada.
Mi hai lasciato abbandonato
in un letto muto con echi di ricordi
e di speranze rinsecchite.
Sento la tua voce risuonare in metallici stridori,
il calore dell’amore di un tempo sembra svanito.
Scopri un nuovo mondo,
una nuova vita.
Come per i morti,
il dolore è per chi resta.




Sugli scogli
Rimarrai su questi scogli,
di te non resterà che
l’eco di un grido fra le fronde.
Non rimarrà nulla,
solo un riverso corpo senza nome.
Inanimati flutti raccoglieranno
le esequie sul tuo viso.
Rimarrai qui, senza passato,
con un futuro reciso.
Ciò che sarebbe potuto essere
non ha alcun significato.
Importa solo ciò ch’è stato.




Kyri
Sei così indifeso,
la tua innocenza mi tocca,
commuove e rattrista,
forse perché 
è un’emozione perduta.
Quei giorni lontani,
in cui anche io ero un cucciolo
gaio e spensierato,
sono svaniti.
Riempi i miei giorni di gioia
eppure la nota della malinconia
suona quasi impercettibile.
In questi giorni in cui,
la solitudine graffiante
e il tonfo della tristezza
vorrebbero avvinghiarmi,
tu sei la speranza.
Agiti in me premura e amore,
io ti accudisco come posso, 
sperando che quel che faccia,
sia abbastanza, anche se tu,
chiedi poco e, inconsapevolmente,
mi dai tanto.
Grazie per avermi trovato.




Rassegnazione
Conosciamo il nostro passato
ma non vediamo oltre il muro
del prossimo istante.
È tutto incerto e mutevole
e le uniche certezze che conosco
sono solitudine e dolore.
I brevi attimi di gioia non bastano,
il corpo duole e l’anima soffre.
Esiste forse un barlume di speranza,
che non è la fantasticheria di un futuro migliore
ma la consapevole rassegnazione
ad accettare ogni singolo istante.




Moscerino
Sei un minuscolo moscerino 
e io un gigante dall’aspetto inquietante
ma che ti vuole bene.
Papà ti ama,
piccolo moscerino.




La morte 
La morte non è un tragico evento,
è il logorio dei giorni,
il corrodimento degli eventi,
siano essi piccoli o grandi 
che di ogni individuo
strappano umanità e prospettiva,
consegnandoli all’oblio, perpetuo,
di una vita vana.
La morte sono i giorni,
le ore, i minuti, i secondi;
il conto alla rovescia dalla nascita.
La morte è ogni singolo respiro.
La morte è l’odio profondo 
o l’insipida indifferenza
verso ogni creatura vivente.
La morte è la solitudine
il silente compiacimento, 
l’amara consapevolezza
che non esiste altra dimensione dell’essere.




Premure
Il vento soffia forte
e le stagioni si alternano
ognuna con le proprie intemperie.
Fu il tempo della pioggia
e il tempo del sole arido.
Poi venne il tempo in cui
tutto divenne pianto e giallore 
e infine, fu il tempo dei geli.
Vi erano due alberi,
uno dal fusto forte che 
crebbe forte e rigoglioso
e ad ogni stagione diede frutti
ed uno che ogni volta il vento soffiava,
si piegava fino a quasi spezzarsi,
perse rami, frutti e foglie
ed ogni qualvolta ebbe a ricominciare daccapo.
Non aveva un fusto forte 
e non crebbe rigoglioso
poiché quando fu un germoglio
gli mancò acqua e premura 
ed il sole caldo per destarlo.
Così sono la madre e il padre che 
danno ad alcuni ma non ad altri,
così è l’avvicendarsi della vita.




Una Mattina
Piove da ieri ininterrottamente.
Sono stato in luoghi ma non ricordo. 
Forse una foresta poi, 
sono tornato alla luce, 
il ticchettio della pioggia, 
Kyri rannicchiato ai miei piedi.
Poi il suono della porta esterna, 
mi sono alzato a chiuderla.
Caffè, un bimbo che corre, musica soffusa.
Tutto si posa su di uno strato di impercettibile malinconia.




Beato te
Beato te,
che’è tutto un gioco,
zampetti trottolando 
di qua e di là.
Non conosci tristezza 
o malinconia  
né il senso stretto delle cose.
Mi corri dietro e
mi mordi la mano,
con le tue zampette
mi tocchi e corri via.
Beato te,
Che hai spensieratezza 
e gaia innocenza.
Malinconicamente torno
ad esser bimbo 
e attendo che venga notte
per averti a effonder fusa
al mio orecchio.




Gli alberi
“Le nostre sono terre differenti
e noi alberi che sono destinati
a non radicare insieme”.
Così tu mi dici che,
è forza abbandonare e ripiantare 
eppure io vedo i tuoi fiori sciupati e tirati 
e il tuo piccolo mondo vacillare instabile.
“L’albero più alto,
ha le più profonde radici”.
Non c’è giudizio ma pietà 
e tanta, tanta tristezza.
Quel bocciolo che amavo è sparito
ed ora guardo lo spettro
di qualcosa che mi era caro.




Ho visto Dio
Ho visto Dio,
nelle premure di mia madre,
mentre mi sorrideva o rimboccava le coperte.
Ho visto Dio in ogni gesto gentile,
nella comprensione umana,
senza interesse e senza giudizio.
Ho visto Dio in ogni giorno in cui
ho dato il meglio di me stesso,
nel lavoro, nelle passioni.
Ho visto Dio nel calore di una donna.
Ho visto Dio nel chiarore nascente del giorno
e nelle tenebre trovando la forza di andare avanti.
Ho visto dio quando non c’era più niente,
quando non esisteva speranza e l’ho odiato.
Ma poi anche quel male è passato.




Quando loro arrivano
Cose che ho detto,
cose che ho fatto,
pensieri che ho pensato
e che non ho mai realizzato.
Emozioni che non ho espresso
e che non hanno capito.
Rifiuti che hanno sentenziato,
silenzi di cos’è mai dette,
silenzi di giudizi mai espressi,
mute prigionie di Demoni feroci.
Quando loro arrivano
io non ci sono più,
quando loro arrivano
Io cesso di esistere.
Ho permesso loro di entrare,
ho permesso loro di guardare dentro di me,
ho permesso loro di stuprarmi,
ho permesso loro di abbandonarmi.
Ho lasciato che sapessero 
ho lasciato che potessero
ho lasciato che facessero.
Debolezze, sete di pace,
ho lasciato che si approfittassero. 
Non ci sono preghiere, alcun perdono,
compassione, redenzione,
Quando loro arrivano
Io non ci sono più 
Quando loro arrivano
Io cesso di esistere 
Quando loro arrivano...




Pezzetti
Quante cose nella vita
e quante persone che 
s’incontrano per strada.
Quante cose che lasciamo,
quante ne rimangono
e quante altre che perdiamo.
Sono pezzetti di noi stessi
che vagano in un infinito 
oscuro e indecifrabile.




Pantano
Preghiere che non ho mai recitato,
acute strilla, unghie acuminate.
Ti picchio più forte perché così capirai.
Ciò che provi non conta
e anche la tua gioia innocente 
è grido acuminato:
maledizioni che condannano e sprofondano.
Validare un sentimento significa prenderne parte.
L’acqua è nera ed è un pantano di sabbia
intrappolato, non posso nuotare;
loro arrivano, devo mettermi in salvo.
Mi picchi più forte così capirò.




Ciondolare
Ciondolo davanti a un bicchiere,
striature di fumo, aria pesante,
odore di chiuso nella stanza.
Un letto sfatto, una lugubre luce,
un filo di bava da un labbro morto,
uno sguardo assente nel silenzio.
Ciondolo davanti a un bicchiere.




Luglio 2016 - Dicembre 2018