La fede è opera

La fede è opera




Sento sempre di più la non appartenenza a questa fisicità, a questa materia, a questo mondo.
Più interagisco col mio prossimo più sento che non sono di qui, di questo mondo, di questo eone.
Ciò accade non perché non abbia piacere a condividere il mio tempo con altri piuttosto perché sento sempre più imminente il dover fare qualcosa di utile per chi ne ha bisogno.
Questo dev andare necessariamente pari passo con la diminuzione di me.
Ho trascorso due giorni bellissimi con amici, condividendo tempo e cibo. Sì ho mangiato!!! In due giorni quello che consumo in una settimana normalmente…LOL
Domani ricomincio con i digiuni, questi due giorni sono stati come una festa, ho persino mangiato del cioccolato! che pur amandolo, avevo bandito. D’altronde bisogna rinunciare…
Sento però che non sto facendo abbastanza, che non sono abbastanza…
Non è una sensazione nuova…Ieri una cara amica mi ha chiesto se sono contento di me…effettivamente no. Sono sempre alla ricerca del prossimo step, del prossimo improvement, del prossimo stadio evolutivo. Altri digiuni? altri cibi da rimuovere? altre privazioni? Si. Ma è una parte del lavoro.
La fede è opera. Devo dare a chi ha bisogno e sto lavorando anche in questo senso; spero che il Signore mi assista e mi aiuti ad aiutare.
Questa vita non è mia! È un dono che mi è stato dato e che devo usare per aiutare.
Devo farmi ultimo.
Devo rinunciare e, attraverso la rinuncia, dare, dare, dare a chi non ha, a chi non può.
Devo esser degno di questa vita, non sprecare il tempo che mi rimane ed essere strumento per il bene altrui.
Se esiste un senso in questo mondo è abbandonare sé stessi e divenire strumento dell’intellegibile.