Nuvole Astratte










Parlate dunque dal vostro cuore
poiché dal frutto conoscerete l’albero che in voi dimora








La forma del chicco di riso,
il sapore di caffè e tabacco
l’antro di un nuovo giorno,
la placida lettura, 
il raccoglimento,
le note delle foglie mosse.








Primo amico

Tu, curioso spirito, che
di me ti prendi cura,
lasciando che sia io
a darti il minimo necessario
e le carezze prendi sincero.
Tu sei il mio guardiano
abbi cura di me anche quando
chiuderò gli occhi.

A Bandito








Una madre che rimbocca le coperte
un abbraccio nel bisogno,
la parola gentile di uno sconosciuto,
un cane che fa le feste,
un micio che fa le fusa.
Tutto questo è Dio,
la gentilezza, la premura,
è l’amore che non hai chiesto
ma che ti è stato dato.








Mi picchi perché devo capire,
c’è un amore in cocci a terra rotto,
io mi chino per raccoglierli 
e rimetterli insieme;
non posso piangere 
ma poi scoppio in lacrime
perché non si aggiusta
e tu mi dici quelle parole brutte
e mi dai anche le botte.
Io piango e ti dico che mi dispiace
che non lo farò più 
ma tu mi picchi e mi dici quelle cose
e io, non posso riparare a quello che ho fatto.








Un ultimo mare

Un ultimo mare
un ultima armonia
un ultima pace
un ultimo sentire
un’ultima parte di qualcosa
un silenzio rotto dalle onde
Il calore che arde la pelle
un massaggio sul tuo profumo di sole 
la nota muta che ci unisce 
e che ci separa.








La felicità in questa vita è l’illusione 
ma se puoi piegarti e rinunciare a tutto, 
farti strumento per il tuo prossimo 
senza chiedere niente in cambio,
se puoi svuotarti da tutto quello che sei, 
per riempirti di ciò che ti verrà dato, 
allora soffrirai molto, 
perché è molto quello che ti verrà chiesto.
Se puoi accettare,
che quello che credi di avere non ti appartiene 
ma che è un dono che dovrai restituire 
allora potrai sacrificare tutto 
e accettare la sofferenza come un dono.
Non siamo venuti per restare.








Questa vita non è nostra,
è una dedica,
una dedica d’amore 
verso chi non conosciamo
ma ne ha bisogno.
Dobbiamo farci carico 
del male del nostro prossimo
senza un fiato, senza un lamento.
Allietare le sofferenze,
continuare a sorridere,
pregare l’immensità che ci contiene.








Farfalline notturne

Venite a trovarmi
con ali di notte,
in silenzio sbirciate 
per sapere se sto bene.
Io sto bene 
non appena vi vedo,
siete i miei cari
che non ci sono più,
mi riempite di gioia e malinconia
ma io so che vivete
e resto a guardarvi 
con occhi di bimbo.








quando la farfalla è dentro la crisalide 
non conosce la bellezza del mondo 
poi la crisalide si apre e inizia a volare. 
e solo quando inizia a volare 
si rende conto anche della propria bellezza.








Sabbia

Nessun ricordo
nessuna impresa
nessuna discendenza.
Un cielo oscuro e vuoto
un abisso tetro
nulla rimarrà 
tutto verrà disperso.








Sveglia,
un dolce struscio
e piccole amorevoli fusa
il suo corpicino aggraziato
adagiato al mio fianco
scalda il cuore.
La morsa del buio
la pietra del gelo
e volti incupiti
in spazi troppo stretti.
Poi i sorrisi e la tenera gioia di
quei giovani volti pieni di speranza.
E ogni giorno la corsa,
il lavoro, le bollette, i doveri
il rientro stanco 
e cibo che non vuole entrare.
Tutti i giorni come un topo,
la corsa nella ruota che a nulla conduce
ma quando sono con voi
il mio cuore si riempie.
Ogni giorno sarebbe muto
se non mi dormisse accanto
ogni giorno sarebbe sordo
senza i vostri occhi pieni di vita.








Io sono nato dalla colpa
ma non ho colpa
Cosa ti ho fatto!?
tu non sei mio fratello
Tu mi togli e non.
Perché!?
bimbo
colpa
difesa.








Vai via adesso,
prima che sia troppo tardi
terrò il mio cuore strappato
chiuso da qualche parte
Vai via adesso,
prima che ci odiamo
prima che ti tenga qui
e ti urli con tutta la rabbia
quanto ancora ti amo
Parole taglienti che non mi uccideranno
ma che lasceranno in agonia
ogni singolo lembo del mio essere
Il tonfo sordo della porta sbattuta
un boato che esplode dentro me
resti mai colmati da bicchieri vuotati ingordamente.
Vai via adesso
prima che crolli perdendo la mia dignità
l’incubo si è avverato 
come un destino inevitabile.







I muri non sono più così alti
e nemmeno più così spessì
Il silenzio non è così più gelido 
e nemmeno più così oscuro.
Stesse catene, stessa condanna
non è più così terribile
è una strada da percorrere.







Come una primavera
come una speranza
come se tutto fosse
gettato alle spalle.
Un dolce sorriso
premure per l’anima
carezze sul volto
stretti in un intenso abbraccio.
Note di nubi nere
pianti in ginocchio
grida disperate
e un vecchio dolore.
Dilania dilania
accettalo accettalo
non posso contenerlo.







Stanza chiusa e diaccia
pensieri sommessi
vitree lance di rimpianto
Imprigionato nel silenzio.
Volevo, credevo, pensavo
ho fatto, non ho fatto
ho detto, non ho detto.
Ma poi ricordo il sole 
gridare la sua gioia,
il cielo aperto e 
il suo azzurro intenso.
Lo scintillio della neve
i raggi gelati schiantarsi
sui colli fitti e erti palazzi
sorrisi, dolcezza, premura
e il calore dell’unione:
un unico abbraccio
che ci avvolge tutti.







Come posso spiegare l’inesplicabile?
I sentimenti profondi che
sgorgano dalla sorgente
pura del mio io.
L’ho cercato
l’ho desiderato
ora non siamo più due ma uno solo.
Sono sprofondato e mi sono smarrito,
ho cercato l’essenza pura,
l’infinito essere che ci unisce tutti.
L’ho cercato
l’ho desiderato,
ora non siamo più due ma uno solo.







Ricordando mia madre

Sussurri sbocciano da
luoghi dimenticati
e come piccole onde
timidamente approdano
sulle spiagge del pensiero cosciente.
Un fremito, una lacrima tersa
e la pennellata appena accennata
di un nostalgico sorriso.







E vennero in forma umana
cosicché potessimo comprendere
e ci guidarono verso sentieri 
di compassione e amore universale
cosicché potemmo dare senza chiedere.







Un pezzo di carta bianco
come qualcosa di sconosciuto 
qualcosa da scoprire e riempire
pennellate di fantasia,
colori che sgorgano da sorgenti
di io profondi appena sfiorati.
Chi siamo, dove siamo, da dove arriviamo,
dove porterà questa strada?
Vuoi venire, mi vuoi accompagnare?
Saremo insieme solo per un tratto?
Brevi istanti della vita mortale
che ci porteranno all’origine,
l’origine di noi stessi,
l’origine di ogni cosa.







Nessuno mi aspetta a casa
oscurità e silenzio
quella porta m’inghiotte
digiuni forzati
ruota su cardini neri
vibra lo stanco corpo
insipienza scialba
solitudine sopravvivenza
un giorno come un altro
nessuno mi aspetta a casa.







A immagine di un dio inferiore
a sembianza di una somiglianza
dolcezza nella bocca 
e amarezza delle viscere
il riflesso di una natura 
che non è natura
come il desiderio d’amore
che non è l’amore stesso
ciò che vedi nelle acque
non è l’io ma la sua sembianza
la ricerca non è il fine ma la strada
l’amaro della bocca
dolcezza nelle viscere
il sentiero porta a casa.







Sono l’ultimo
nulla m’appartiene ma
sono ciò che m’appartiene
e ciò che m’appartiene
non decadrà né perirà.







Una transizione
e l’abbandono di una forma
che non è forma.
Un luogo migliore
senza sofferenza
senza malattia
senza morte
né caldo né freddo
né fame né sete.
Dove l’io cessa di essere io
un’unica essenza, un’unità
un Uno, un noi, il tutto.







Venti e piogge imperversano
sui sentieri del tempo,
maremoti e tempeste
fulmini e boati
la potenza della distruzione che rinnova
c’è un fascino ed una bellezza
in tutto questo ai quali
non posso sfuggire.
La scintilla brucia e pulsa
armonia è rinuncia e rinascita
e il buio è il preludio della luce.







Senza chiedere
ho desiderato dare
ma ho ricevuto;
ho conosciuto la grandezza
il coraggio e la vera forza
la morte che dona la vita.







Ciò ch’è grande 
è infinitamente piccolo
così egli venne 
in forma si bimbo e di cucciolo.







Siate di passaggio
così che quando perderete
sia poco quel che perderete
ma quando vi sarà dato sarà molto.
Siate di passaggio
cosicché i giorni siano più leggeri
e più genuina la forza del dare.
Siate di passaggio
Cosicché accogliere sia semplice
e quando lascerete lo farete con gioia.
Siate di passaggio
perché possiate gioire del piccolo
ed essere piccoli vi renderà grandi
perché il sentiero non si chiude con gli occhi
ma quando gli occhi si chiudono
la porta del sempre si apre.







Tu sei il bisbiglio tra le foglie
Il dolore che mi ha destato 
La mia debolezza, 
L’imperfezione che mi lega alla materia
La giustizia è la tua parola e
la mia interpretazione ipocrisia
Tu sei il sentiero, il panorama,
i passi, il luogo del riposo.
A te devo ogni istante
in te io riposo.












Luglio 2019 - Marzo 2020