Syzygia

 








Estuans interius

Ira vehementi

In amaritudine

Loquor mea menti

Factus de materia

Cinis elementi

Similis sum folio

De quo ludunt venti













Syzygia













Tu sei come la patria che ho sempre cercato, 

in te io mi vedo e mi riconosco, 

sei il seno che mi nutre, 

come la pioggia nutre la terra. 

Sei l’ombra del salice in cui trovo riposo, 

la brezza che accarezzando mi ristora, 

la pace ed il calore di un tempo felice









Lascia che le ferite si rimarginino

oppure guarda la mia morte 

sbrana la mia carne

sono inerte, sono tuo

Il cuore pulsante è 

deposto sull’altare

senza precauzioni, in balìa

i ganci affondano nella carne

le catene tirano

fino a dilaniarlo









La dissoluzione,

il tempo dei padri 

non è quello dei figli

Diglielo, dillo loro:

il tempo è un illusione

la percezione è materia

le acque sono spente e

coloro che sanno 

più non sono.

Verrà il tempo

il tempo è ogni luogo

e i frutti acerbi 

vengono raccolti









Quando saprai non sarai

e se vedrai soltanto

continuerai ad esistere.

Colui ch’è divenuto

ha cessato di esistere

Egli è

Conoscenza forma delle forme.









...E camminerai per strade

che hai già percorso in sogno

e l’ombra di quella morte incessante

ti seguirà col suo alito mefitico

percepirai la fine come una

lama arroventata dentro al

petto che ti squarta.

La morte:

solo la morte ha senso

solo la morte ha potere

solo la morte risponde al richiamo

La morte è il silenzio.









Non avevo bisogno di volare,

di sognare né di condividere.

Quando ho alzato il naso al cielo

ho visto milioni di stelle brillare

ed ho scelto te.

Ho scelto di essere libero

di essere libero con te,

di mostrarti chi sono senza maschere

di accettare le tue debolezze

e mostrarti le mie.

Ho scelto di non giudicare ma

di essere aperto ad accogliere

di essere pronto a crescere 

e a farlo con te.

Sull’albero della vita siamo due frutti che attendono di essere colti.

Ho scelto di dedicarti il tempo che mi resta.









Sono nato intero

non in cerca di colmare lacune

e vuoti di un esistenza infelice

rassegnata, che non capisco.

Sono nato intero e fatto a pezzi

ed ogni brandello di carne,

ogni goccia di sangue è

servita a ricompormi ad avere

una nuova forma.

Sono nato intero senza il 

bisogno dell’altra metà della mela.

Fra sette miliardi di persone

ci siamo trovati e non è

la fortuna ad unirci

non è il bisogno di te,

di sentirmi meglio, di dipendere

né di sentirmi completo.

Non vi è interesse nell’amore se

non nella felicità e nella vita stessa.

Ed è per l’amore e per la vita

ch’io t’amo.









Ho pianto fino a quando

non potei più farlo

fino a quando il pianto 

divenne un grido di dolore 

e di disperazione

in ginocchio e a capo chino

davanti al tuo silenzio









Dal vuoto creai il pieno

così rinunciai a me stesso

per cambiare forma 

il bozzolo si aprì 

e potei donare









Senz’alcun suono

senza un lamento

riempito dallo scoramento

della vecchiaia e

della malattia.

il tuo corpo ora incerto

vacilla in minuti passi

mossi sulla consapevolezza

dell’ ineluttabile certezza.

E mi si riapre la voragine

angosciosa in petto

sulla nostra effimerità

sul sentimento dell’impermanenza

su quanto in questa vita sia prezioso,

sul dare e ricevere amore 

per fa sì che la nostra esistenza

non sia vana.









Morirò senza lasciare niente

un amore mai nato

un vagito soffocato

un nome mai pronunciato.

Sono carezze inespresse,

cure mai effuse

una piccola mano nella mia

che mai si chiuse.

Un’esistenza sterile, arida,

mefitica e senza lascito.

Sarà un pianto e una disperazione

che mai sono esistite.









Il cielo è una nube dì ghiaccio

due corvi percuotono l’aria

rompendo il cinereo silenzio

col loro angusto gracchiare.

È tutto pronto per il giorno più cupo

il giorno della morte.

L’orribile sentenza sciabola 

come un nefasto presagio

ed è crudele quest’attesa.









Siamo uno

nella condivisone e nell’amore,

nel dolore e nel conforto.

Siamo separati,

nell’io quando i desideri e le voglie

la libertà del singolo è 

non considerazione dei bisogni dell’altro,

così il possesso, la gelosia ed il controllo,

appartengono all’io e alla separazione.

Condividere è umiltà e gioia

è richiesta dì essere capito,

perché quando condivido la mia intimità 

tendo una mano per essere accolto

e per accogliere

Condividere è scelta, è forza del noi.









Sarà mia la colpa,

come già hai prospettato.

Sono, non sono e mille altre accuse

che ti salvano dal tuo senso di colpa.

Sarò io la causa ed il male

e il tuo dito puntato contro

sarà il tuo alibi di fronte alle tue responsabilità.

Una scelta che divide ma che

ti salva dal tuo infantile emozionale io.

Le tue paure, le tue indecisioni 

fluiranno come un’onta miserabile

mi copriranno d’infamia, 

nel tentativo di rimanere linda.









…e come Madre Natura fa sì 

che i fiori e l’erba nascano 

spaccando il cemento e l’asfalto,

l’amore e la vita prevalsero

sopra ogni cosa.









Nel sonno il tempo si dilata,

i minuti sono ore e le ore giorni

Vedo luoghi, vedo cose

e viaggio da un posto a un altro.

Il reale irreale e l’irreale reale

cosa è vero e cosa no?










Lascia che il silenzio vinca

lascia che le sbarre gelate separino

lascia che il gelo ricopra i prati

lascia che la debolezza avvilisca

lascia che le distanze allontanino

lascia che la morte stenda il suo manto

lascia che il silenzio vinca









Sei un sogno d’amore

che mai si è realizzato,

il sogno più dolce e

il sogno più grande.

Un sogno d’amore,

di pace e di cure

un sogno di riconciliazione

di condivisione,

di unione.

Di un amore pazzo

ma genuino.

Un sogno in cui

una piccola mano

stringe il mio dito.

Ti cullerò nei miei sogni 

e immaginerò il tuo viso.









...e poi vennero le note delle parole, 

che a piccoli passi furono 

come gocce sulla terra, che la nutrirono. 

E furono poi come tempesta che la straziarono, 

e poi ancora come lacrime e come raggi di sole.

Tutte insieme espressero cose che nessuno 

mai direbbe e che possono solo

essere immortalate nel silenzio della solitudine.









Mi chiamerai con un nome diverso

da quello che chiunque abbia mai pronunciato

mi guarderai dal tuo piccolo mondo

e dovrò essere forte abbastanza

per sostenerti ed esserti da esempio

mi stringerai la mano e sul mio petto sarai al sicuro

mi vedrai invecchiare e mi ricorderai

per quello che avrò meritato di essere.

Mi chiamerai con un nome diverso

che nessuno mai ha pronunciato prima.









Mare grosso in tempesta che

trascina, spinge, solleva affonda.

Voglio sprofondare nell’abisso con te

L’abisso è pace e serenità,

abbracciati e fusi nella nascita di una nuova vita









I viaggi che intraprendo

sono minuscoli puntini che

dipingono le galassie de mio io.

Dove portano i miei passi?

Luoghi lontani ed esotici e avventure impossibili.

Io dirigo la barca ma tu 

al timone rallenta,

guarda sotto di noi, la sua sagoma

gigantesca e nera. Siamo venuti

qui per lui, siamo venuti per loro,

per osservarli e in qualche modo sfidarli

ma stai attenta, se ci urta e cadiamo

siamo spacciati. I pescatori lo sanno

loro me lo hanno detto:

“Tu vieni da lontano per una sfida 

ma per noi è la vita”.

I solchi sui loro volti come spaccature 

nella terra arida e le mani dure

e callose, che hanno sfidato il vento,

il sale e l’acqua, tirando su reti,

con le schiene incurvate fino a spezzarsi.

Ho detto “tornerò” ma poi sono rimasto

e siamo tornati per mare perché 

ciò che per noi è sfida, per loro è vita.

Ma c’è qualcosa di più profondo 

dietro l’oscillar di quelle onde,

qualcosa di abissale e misterioso

qualcosa da comprendere, da

assorbire e rendere mio.

È questo che mi porta a tornare,

ad ondeggiar sulla barca 

sotto il sole scrutando il mare,

a viaggiare diecimila miglia 

immergendomi nel mio inconscio,

per incontrare fila di denti che 

mi hanno fatto a pezzi miriadi di volte,

che conoscono il sapore della mia paura

della mia carne e del mio sangue.

Non è mera sfida ma la vita dentro la vita









Le emozioni ed i sentimenti

sono proiezioni della mente,

come vivaci colori su di una tavolozza

dipinti dal pennello della speranza.

Questi fiocchi di neve cadono

immacolati dal cielo diacciato di marzo

in questa silenziosa mattina ateniese.

E poi, raggiungono terra nello schianto

implacabile della realtà.









Sono granelli di sabbia

e gocce d’acqua ammantate

sono molecole infinitesimali 

oltre le colpe, oltre il dolore,

oltre le aspettative,

oltre le note stonate di una sinfonia

oltre il passato.

È la giovinezza, 

il perpetuo crescere e le note semplici,

che creano mari, fiumi e deserti.

Piccole cose sentite e,

quantomai preziose che uniscono.









È ancora lì

prigione nera

vuota

senza suono

senz’aria.

Le mie unghie 

scolpite in graffi

sui suoi bui muri.

Grida strazianti

mai udite

contorte convulsioni

luoghi lontani.

Una partita a scacchi

bianco e nero

chi vincerà!

Sarai tu a uccidermi 

o io a uccidere te…









Un giardino di serenità

ch’è non è mai fiorito

un giardino di serenità 

ch’è bruciato prima del nascere.

L’immortalità non è seme

l’immortalità è proibita.

Lo spirito guerriero rugge silente

ammantato dalla tua assenza

Verrà 









In questo eone o in un altro

ovunque tu sarai 

comunque tu sarai.

Ti abbiamo strappata alla purezza

per un illusione d’amore che

credevam fosse grande.

Abbiamo creduto, abbiamo lottato,

abbiamo illuso noi stessi,

abbiamo lasciato che la materia

guidasse le nostre scelte

offuscasse i nostri spiriti.

Forse esiste qualcosa di grande

e incomprensibile

il Padre lo sa, non papà.

In questo eone o in un altro

ovunque tu sarai 

comunque tu sarai.









…E quando le dicevo che 

avrei voluto esser come lei,

mi rispondeva di no

“Non la vedi?”

Io vedevo un essere perfetto

che non prova rabbia o rancore,

come un bimbo condannato alla

perpetua innocenza.

La sua inconsapevolezza è un dono e

a noi spetta la sentenza ch'è coscienza;

la caduta degli dei, 

l’abbandono dell’Eden.

Tu sarai comunque

poiché la speranza risiede in te

e adesso che sei inconsapevole come quei mici

è tuo tutto l’amore.









Esilio o cicuta?

a volte sono necessarie entrambe.

Un uomo preserva e difende.









Sei morta prima di nascere

quando la miserabile cupidigia

che ti ha voluto, come una cosa, 

ti ha uccisa.

Un sogno ammirabile di condivisione

un’illusione fasulla svenduta come pretesto.

È il desiderio di avere, non di essere che la guida!

La sua mascherata ha raggiunto l’apice

ma il piano non è concluso, ha ancora fame.

Se guardi bene puoi vederlo,

il demone vorace che la possiede.

Non ho potuto vederlo prima

perdonami se ho creduto.

Prego che non possieda anche te.









Mi manchi,

come se ti avessi sempre avuta qui,

come se ti avessi cullata,

come se ti avessi accudita,

come se fossi sempre stata parte della mia vita.

Mi manchi,

e immagino i tuoi vagiti,

il tuo sorriso ed i tuoi pianti,

una mano dolcemente stretta 

mentre affondi i tuoi primi passi con papà.









Dissolta la materia

quante le stelle nel cielo

è miriadi di molecole e atomi.

Torna al principio generatore 

è terra e albero, erba e fiore

ed ogni creatura di cui è stata nutrimento.

Non esiste alcun amore universale

le divinità sono cose morte

e non esiste speranza nella materia.









Un nome mai pronunciato

qualcosa di mai vissuto

l’orrore della realtà 

strappa le corde della fantasia

e quel demone insaziabile

ti avvinghia e plagia 

rendendoti come lei.

La morte è un dolce sospiro,

agognato, che mi strapperà

dalle viscere di questo mondo infame

Aspetta per qualcosa di meglio

che mai arriverà 













In questo eone o in un altro

ovunque tu sarai

comunque tu sarai

papà sarà con te









Luglio 2021 - Luglio 2022